Michal Cole è un’artista di origini israeliane che ha creato per la Biennale di Venezia un’installazione artistica davvero eccezionale. Si tratta della fedele ricostruzione della stanza tipo di un gentleman britannico, completa di libreria e caminetto, completamente tappezzata, millimetro per millimetro, da migliaia di vecchie cravatte (ben 45 tonnellate), laboriosamente cucite insieme con un paziente lavoro durato un anno.
45 tonnellate di cravatte contro il maschilismo
Battezzata “Pavillion of Humanity“, l’installazione è una presa di posizione contro il maschilismo. Nella visione dell’artista la cravatta rappresenta infatti il potere maschile, quello che tuttora rende più difficile per le donne fare carriera o avere, a pari lavoro, pari retribuzione economica. Michal Cole vuole anche far riflettere sull’impennata di maschilismo generata dall’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Per questo motivo l’artista si è fatta fotografare dinanzi alla sua installazione con un’arma ricoperta dalle cravatte di Trump.
«Mi sento come se il tempo stesse tornando indietro, a un periodo in cui la misoginia era accettata e tutti gli sforzi e i miglioramenti che abbiamo raggiunto si fossero dissolti», ha dichiarato la Cole, che vuole anche far riflettere sui comportamenti quotidiani di parecchi uomini, pesantemente molesti nei confronti delle donne.
