Il 27 marzo si festeggia in tutto il mondo il World Theatre Day. L’iniziativa è stata indetta dal 1961 dall’International Theatre Institute (ITI) dopo la richiesta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa.
In questa giornata si festeggia il mondo del teatro e tutti i suoi protagonisti, cercando di mostrare in ogni paese come l’arte drammaturgica sia un ottimo modo di diffusione e di dialogo interculturale.
In passato, durante la Giornata Mondiale del Teatro, moltissimi attori, registi e sceneggiatori hanno spiegato cosa rappresentasse per loro il palcoscenico. Nelle edizioni precedenti sono stati numerosi i protagonisti che hanno rilasciato un “messaggio”, una sorta di motto da veicolare in tutto il mondo – tra i tanti Dario Fo, Pablo Neruda e Luchino Visconti – e quest’anno è toccato al regista e drammaturgo cubano Carlos Celdràn: «La mia vita è fatta di questi momenti indimenticabili, in cui non sono più me stesso, smetto di soffrire, rinasco e capisco il vero significato della professione teatrale: vivere attimi di pura ed effimera verità, dove sappiamo ciò che diciamo e facciamo sotto le luci del palcoscenico che riflette la parte più profonda e personale di noi stessi» afferma Celdràn. «Il mio paese teatrale, è pieno di questi momenti in cui mettiamo da parte le maschere, la retorica e tutte le paure di ciò che siamo, unendo le nostre mani nel buio». La dichiarazione dell’artista accompagnerà ogni attività dell’ITI durante la Giornata Mondiale del Teatro.
Per l’occasione del World Theatre Day, l’ITI ha deciso di trascorrere l’evento di inaugurazione con i detenuti della Casa Circondariale di Villa Fastiggi, a Pesaro, dimostrando come il teatro abbia tanti significati e scopi, anche quello di reinserimento in società.
