Sabato, al Beauty Cube di Radio Monte Carlo – che ha ospitato le nostre dirette durante tutta la Milano Beauty Week – abbiamo incontrato Salvo Filetti, founder e direttore artistico del Gruppo Compagnia della Bellezza e, da pochi giorni, anche scrittore.
È infatti uscito il suo primo libro, “Chi vuol esser bella, sia”, nato dalla sua lunga esperienza di autorevole interprete dello stile Hair Made by Italy: un approccio che in oltre trent’anni di ricerca lo ha portato a trasformare i capelli in uno strumento di espressione, fiducia e libertà.
Chi conosce Filetti non si stupirà che la prefazione sia firmata da Carmen Consoli, siciliana come lui, amica di lunga data e tra le artiste che si affidano alle sue mani.
Il volume propone punti di vista inediti che smontano credenze e luoghi comuni, a partire da un complimento diffusissimo che Filetti non considera affatto tale: “Che bella, sembri più giovane!”.
Più che un complimento, per l’autore, è quasi una condanna: una spinta verso una vita infelice, spesa a inseguire un’innaturale giovinezza a suon di bisturi che, nel tempo, appiattiranno ogni peculiarità del proprio viso. Se dovessimo inseguire questa via finiremmo tutti per “nascere unici e morire tutti fotocopie”, ha raccontato Filetti ai microfoni di Radio Monte Carlo.
L’autore ricorda però che esiste una strada diversa, affidata a un “chirurgo estetico” che la natura ha davvero autorizzato: un chirurgo che opera senza bisturi né anestesia, capace di trasformare una sola parte del corpo all’infinito. È la chirurgia naturale dei capelli: cambiarne colore, forma e proporzioni permette di ridisegnare anche il volto che incorniciano, e con esso la percezione che ogni persona ha di sé.
Nei suoi saloni, Filetti ha incontrato tantissime donne e, con loro, altrettante storie, che oggi ha scelto di raccontare nero su bianco, intrecciandole ad aneddoti e consigli pratici. Il volume, edito da Solferino, contiene anche schede pratiche, illustrazioni e test interattivi pensati per guidare ogni lettrice alla scoperta della propria forma del viso, della sua luce “amica” e dello stile che più la rappresenta.
Il tema della luce, del resto, è centrale in tutto il libro: secondo Filetti, la vera bellezza risiede proprio lì, e la buona notizia è che per raggiungerla non servono punture, bisturi o dolore. Pagina dopo pagina, ogni donna imparerà a riconoscere le sfumature che le illuminano la pelle e a giocare con taglio, luci e ombre per ridisegnare otticamente il volto, riequilibrandone proporzioni e volumi.
“Chi vuol esser bella, sia” non è una promessa di perfezione, ma una spinta verso la realizzazione di sé, oltre i modelli imposti. È un primo passo perché lo specchio non restituisca soltanto un’immagine, ma il valore che ogni persona rappresenta: “Questa sono io!”. Ed è in quel momento che la bellezza smette di essere solo apparenza e diventa una preziosa alleata dell’autostima, della fiducia e della libertà di assomigliare sempre di più a sé stessi.
