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Sonny Rollins addio

Il grande sassofonista è scomparso all'età di 95 anni

The Bridge (Remastered)

La notizia della scomparsa di Sonny Rollins, avvenuta il 25 maggio 2026 all’età di 95 anni nella sua casa di Woodstock, New York, segna la fine di un’era per la musica mondiale.

Soprannominato il “Colosso del sax”, Rollins era rimasto l’ultimo titano vivente dell’epoca d’oro del jazz, un gigante che ha ridefinito gli standard dell’improvvisazione e del sax tenore. Il post di addio condiviso sui suoi canali social ufficiali racchiude la sua profonda visione della vita e dell’arte: «Penso che quando la persona creativa finisce, continui nell’esistenza successiva”. 

La sua eredità è immortale. Sopranominato l’architetto dell’Hard Bopinsieme a giganti come Miles Davis, Charlie Parker e John Coltrane, Rollins ha plasmato il jazz del dopoguerra, iniettando nel genere un’energia vigorosa e ritmi complessi. Tra i brani più leggendari St. ThomasOleoDoxy e Airegin, diventati capisaldi universali del repertorio jazz, studiati e reinterpretati da intere generazioni di musicisti. Sonny è stato anche il re dell’improvvisazione, indimenticabili i suoi assoli, intricati e ironici. E nel momento di massima popolarità, alla fine degli anni 50, scelse di ritirarsi temporaneamente dalle scene per esercitarsi in totale solitudine sul Ponte di Williamsburg a New York, un gesto mitico da cui nacque uno dei suoi album più celebri, The Bridge, del 1962.

La sua versatilità lo portò, anche a collaborare al di fuori del jazz; suo è l’iconico e malinconico assolo di sassofono nel brano Waiting on a Friend dei Rolling Stones nel 1981. Con oltre 60 album all’attivo, diversi Grammy Award e il prestigioso Kennedy Center Honor, Rollins lascia un vuoto incolmabile, ma la sua musica potente e profondamente spirituale continuerà a risuonare per sempre.

(foto Getty Images)

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