Recarsi in libreria alla ricerca di un buon libro da leggere è molto di più di una semplice attività. È una esperienza che regala molto: girare tra gli scaffali, annusare il profumo dei volumi, sfogliargli, leggere le prime righe e farsi trasportare in un mondo di non detto. Le librerie sono dei luoghi da salvaguardare e salvare. Internet potrebbe ucciderle. E così la sindaca di Parigi, in pieno lockdown, ha lanciato un messaggio a tutta la comunità per aiutare i negozianti a non abbassare le saracinesche per sempre.
Anne Hidalgo ha detto: “Lo dico davvero ai parigini: non comprate su Amazon. Amazon è la morte delle nostre librerie e della nostra vita di quartiere“. In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, le librerie rappresentano davvero una risorsa. I libri e le storie che raccontano sono in grado di trasportarci in un mondo bellissimo, stimolano la nostra creatività e immaginazione, rendendoci delle persone migliori.
Anne Hidalgo: “N’achetez pas sur Amazon, c’est la mort de nos librairies et de notre vie de quartier” pic.twitter.com/o2QQNjqBFA
— BFMTV (@BFMTV) November 2, 2020
“Rallumez les feux de nos librairies” (Riaccendere i fuochi delle nostre librerie) è l’appello lanciato dello scrittore Sylvain Tesson, al quale Anne Hidalgo si è unita.
Il primo cittadino parigino sta sostenendo anche una petizione che ho l’obiettivo di revocare la chiusura delle librerie, perché ritenute “non essenziali“. L’iniziativa è stata lanciata dal Sindacato delle Librerie francesi e riunisce librai, scrittori, editori e anche lettori: tutti insieme per richiedere l’apertura dei book shop di quartiere.
Nella petizione si legge: “Queste librerie svolgono un ruolo che nessun altro può svolgere nell’anima del nostro tessuto sociale e della nostra vita locale nella trasmissione della cultura e del sapere e nel sostenere la creazione letteraria. Sono anche uno dei baluardi più efficaci contro l’ignoranza e l’intolleranza“.
I cittadini di Parigi sanno quanto sia importante mantenere in piedi queste realtà. Lo dimostra la foto – ormai diventata un simbolo – della fila davanti a un book shop di Lille. Nonostante la pioggia battente, i francesi hanno aspettato molto tempo prima di entrare in libreria e fare scorta di cultura, prima dell’annunciato lockdown.
Chiudere le librerie, così come i cinema, i teatri e tutte le associazioni culturali vuol dire vivere nell’oscurità. In una condizione del genere, il dialogo viene meno e l’apertura mentale si fa chiusura. Riflettiamoci e rechiamoci in libreria più spesso.
(Foto Getty Images)
