Ralph Fiennes non smette mai di sorprenderci e incantarci. In primo luogo, come attore raffinato e magnetico. Capace di mille sfumature e di passare dai ruoli più sfumati a quelli più adrenalinici da film d’azione. Poi, per i suoi modi sempre cortesi ed eleganti, che fanno parte del suo più intimo carattere.
Fiennes, nato a Ipswich, 22 dicembre 1962), è considerato un sex symbol. Merito di pellicole come “Il paziente inglese”, “La cospirazione”, “Fine di una storia”, intrise di romanticismo e pathos,. Ma l’abbiamo ammirato anche in “Schindler’s List”, “The Reader”, “Grand Budapest Hotel”, come nelle saghe di James Bond e di Harry Potter.
Vera star internazionale, Ralph Fiennes non ha mai abbandonato il suo stile unico, fatto di misura, gesti garbati, toni mai sopra le righe. E anche adesso, in un’intervista per il magazine IoDonna, l’attore ha ribadito i suoi punti di vista.
Per Fiennes, invecchiare è un vero sollievo: «Notare il passare degli anni non è un problema. Se reciti per professione, quando sei giovane l’enfasi è spesso sull’aspetto esteriore, e questo è un fattore da considerare e accettare. Quando invece sei più vecchio provi un tale sollievo! Se ripenso a quegli anni e rivedo la mia immagine… Oh mio Dio, mi pare appartenga a un altro universo».
L’attore ha anche spiegato il suo modo di intendere le buone maniere: «Non è poi così complicato, credo consista soprattutto nell’evitare di mettersi in prima fila, di volere essere al centro dell’attenzione. E comportarsi invece con integrità, considerazione degli altri e gentilezza d’animo. Le buone maniere in fondo sono un modo di rispettare l’altro, mai pensare solo a se stessi. È stato mio padre a dare a noi fratelli e sorelle il senso di ciò che è giusto o sbagliato».
Fiennes, che ama molto la letteratura, la musica classica, la danza e il teatro, ha anche raccontato come ha messo a frutto i giorni di lockdown, dando un’ulteriore lezione di pace interiore e gioia per la vita: «Mi piace leggere, sentire ciò che succede quando leggi un gran libro: una scrittura significativa stimola il paesaggio interiore, la tua immaginazione. Ho pensato anche al futuro, perché non ho idea di cosa succederà, ed è stata una sorta di liberazione: in genere mi preoccupa sapere quale sarà il prossimo lavoro, come trovare il tempo di prepararmi alle prove e al set. Con il lockdown ogni ansia è svanita. A essere sincero, ho provato sollievo. Giorni del tutto contemplativi, a scrutare la vita, chi sei veramente, come ti poni al mondo. Non è l’epoca, questa, in cui essere condiscendenti o indulgenti con se stessi: si deve pensare agli altri e alla loro situazione. Forse l’esperienza ha un aspetto positivo per ogni Paese, per la nostra società, in senso lato».
(Foto Getty Images)
