Nel “Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia” sono inserite le norme di comportamento che questa estate dovremmo tenere se vogliamo fare un tuffo al mare. Non solo per i bagnanti, nel testo c’è anche – ovviamente – la sezione dedicata ai lavoratori. Purtroppo, quest’anno i bagnini non potranno fare la respirazione bocca a bocca per rianimare una persona che si è sentita male in spiaggia o in acqua.
Ecco quello che si legge nel testo: “In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica“.
La cosa ha fatto storcere il naso un po’ ovunque. La figura del bagnino è di fondamentale importanza per la sicurezza dei bagnanti, il mare nasconde infinite insidie e senza le loro cure sarà tutto diverso.
Nel frattempo c’è chi già si sta godendo i primi accenni d’estate e inaugura la stagione con un bel tuffo… senza soccorritori al seguito! Stiamo parlando della meravigliosa Sardegna dove, dal 18 maggio in poi, probabilmente si potrà fare il bagno. Solo i residenti, però: Solinas prevede una riapertura per i turisti nella seconda metà di giugno.
Da un po’ di tempo si sta parlando di passaporto sanitario per entrare in Sardegna. L’isola, infatti, è stata colpita pochissimo dal virus e, per la sicurezza di tutti, i controlli per quanto riguarda il turismo devono essere alti.
Da lunedì in Sardegna dovrebbero riaprire anche i negozi, i ristoranti e i parrucchieri.
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