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Prosecco. Sicuri di sapere proprio tutto?

Uno degli alcolici più amati dagli italiani è ricco di storia e dettagli di cui in pochi sono a conoscenza.

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Anche voi amate il Prosecco? La celebre bevanda tutta italiana è una delle più apprezzate in Europa e non solo, ma in pochi sono a conoscenza che recentemente il Comitato del Patrimonio mondiale Unesco ha dichiarato le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio Mondiale dell’Umanità.



Questa è solo un’altra delle numerose soddisfazioni che il nostro Paese ha raggiunto grazie al Prosecco. Per festeggiare questo traguardo, ecco 4 cose che sicuramente non sapete sulla bevanda:

1- Doc o Docg: il territorio dove viene prodotto il Prosecco Doc è stato definito nel 2009 e comprende tutto il Veneto – tranne le province di Rovigo e Verona – e il Friuli Venezia Giulia. Al loro interno però ci sono aree dove si produce il Prosecco Docg: il Conegliano Valdobbiadene, che comprende i 15 comuni che l’Unesco ha recentemente premiato, e Asolo, in provincia di Treviso.

2- Mixology: le bollicine di questo spumante sono particolarmente acclamate nel mercato tedesco, statunitense e inglese. Il Prosecco viene utilizzato inoltre per la preparazione di diversi cocktail, tra cui il Bellini e il celebre ed ineguagliabile Spritz.

3- L’uva: questa bevanda alcolica viene realizzata con la Glera, un vitigno di bacca bianca con delle note fruttate di mela verde e pera. Possono essere utilizzati anche altre tipologie di vitigni, come lo Chardonnay, il Verdiso e la Bianchetta Trevigiana, basta che non si superi il 15%.

4- Il Metodo Martinotti: A differenza dello Champagne e di altri spumanti italiani, la produzione del Prosecco non segue il Metodo Classico che prevede la rifermentazione in bottiglia. Viene utilizzato il cosiddetto Metodo Martinotti, o Charmat: la rifermentazione avviene in autoclave e un imbottigliamento iperbarico conserva le bollicine. 

Foto di eroyka da Pixabay 

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