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Perché a Natale ci si bacia sotto il vischio?

Vi siete mai chiesti perché esiste questa usanza? Vi sveliamo la leggenda del vischio.

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Anche voi a Natale vi baciate sotto il vischio? In tutta Italia (e non solo), per augurarsi un buon Natale, si è soliti darsi un bacio sotto il vischio, sinonimo di buona fortuna e prosperità per gli innamorati. E così durante le festività il vischio fa la sua apparizione sulle porte di tutte le case ed è diventato nel tempo uno dei simboli natalizi per eccellenza.

Ma perché ci si bacia sotto il vischio? Da dove viene questo detto? E perché è entrato nella nostra tradizione? La leggenda del vischio risale alla cultura pagana: i celti infatti consideravano il vischio una pianta sacra, in particolare cara alla dea Freya, protettrice dell’amore e degli innamorati.

Secondo la leggenda Freya, moglie di Odino re degli dei, aveva due figli, Balder e Loki. Se da una parte Balder era considerato generoso e amato da tutti, al contrario Loki era il fratello malvagio e bramava di uccidere Balder. Freya allora, per proteggere suo figlio Balder, chiese ad Aria, Terra, Fuoco, Acqua e agli animali di salvaguardare Balder. Ma le sue preghiere furono vane e Loki riuscì proprio coi rami del vischio a creare una freccia che uccise il fratello. Le lacrime di Freya sgorgarono abbondanti sul corpo senza vita del figlio fino a quando esse, a contatto col vischio, divennero delle bacche e così Balder resuscitò. Fu allora che Freya, in segno di omaggio e gratitudine al vischio che riportò in vita il figlio, iniziò a baciare tutti coloro che passavano sotto la pianta del vischio in segno di pace e benevolenza.

E proprio in base a questa leggenda ancora oggi il vischio viene elevato a pianta capace di fare miracoli, in grado di vincere la morte grazie alla forza dell’amore. Quando il Cristianesimo mise da parte le credenze pagane, la leggenda del vischio rimase però intatta ed è arrivata fino ai giorni nostri.

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