Può un cartone animato essere sovversivo? A quanto pare sì: le autorità cinesi infatti hanno censurato il cartoon Peppa Pig, considerato sovversivo e messo al bando perché rischia di «penalizzare la morale positiva della società».
E così sui social media cinesi è scomparsa ogni traccia di Peppa Pig: niente più puntate del cartone, niente più video, niente più hashtag #PeppaPig, niente più foto. In Cina non c’è praticamente più traccia di Peppa Pig.
La causa di questa azione è da ricercare nel grande successo che il cartone ha avuto in tutto il mondo e in Cina in particolare: da quando Peppa Pig è arrivata nel Paese asiatico, nel 2015, la sua diffusione è stata capillare. Anche gli adulti rimanevano incollati alla tv e così il cartone è diventato oggetto di culto per gadget di ogni tipo e persino tatuaggi. In breve tempo poi sono spuntate numerose parodie e il personaggio di Peppa Pig è stato sempre più utilizzato per riletture del cartone (e della società) in chiave umoristica, satirica e con pesanti riferimenti sessuali che evidentemente non sono piaciuti all’establishment cinese.
Come si legge sul Global Times Peppa Pig è stata utilizzata con «toni sovversivi» e per scopi che hanno poco a che fare con quelli del cartone. Dato il suo successo però e la sua capillare diffusione le autorità hanno deciso di metterla al bando perché rischia di allontanare la popolazione dai «valori centrali del socialismo».
