«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro»
Questa affermazione di Umberto Eco, personalità di spicco della letteratura italiana, ci fa riflettere sull’importante valore della lettura nella vita delle persone.
Oggi si festeggia in tutto il mondo la «Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore», dedicata a tutti gli amanti della lettura.
L’idea di istituire una giornata dedicata al libro è stata dell’UNESCO. Nel 1996, si è sentito il bisogno di creare un evento mondiale che potesse promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. Da quell’anno, infatti, in tutto il mondo, Italia compresa, si organizzano diversi eventi con l’obiettivo di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura.
Il 23 aprile è noto anche come la «Giornata del libro e delle rose» per via di un’antica usanza catalana: per la festività di Sant Jordi si regalano alle donne tantissime rose, nate secondo la leggenda dal corpo di un drago ucciso dal santo. Essendo diventata poi una giornata dedicata alla lettura e ai libri, i librai della Catalogna regalano una rosa per ogni libro venduto.
Perché proprio il 23 aprile? Oggi ricorre l’anniversario di morte di tre «mostri sacri» della letteratura: l’inglese William Shakespeare, il peruviano Inca Garcilaso de la Vega e lo spagnolo Miguel de Cervantes, autore di Don Chisciotte, morti nello stesso giorno del 1616.
Una strana coincidenza che non poteva di certo passare inosservata dall’UNESCO.
