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Luigi Pirandello: «Pagliacciate!». Ecco cosa pensava del premio Nobel

Nel novembre 1934 lo scrittore veniva insignito del premio Nobel per la letteratura ma non pronunciò alcun discorso ufficiale per distanziarsi dal fascismo.

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Luigi Pirandello vinse il premio Nobel per la letteratura nel novembre 1934.

Il grande scrittore e drammaturgo siciliano è ricordato soprattutto per il suo particolare atteggiamento riguardo l’onorificenza che ricevette: Pirandello infatti non pronunciò alcun discorso ufficiale durante la cerimonia, una singolarità che ancora oggi viene ricordata con curiosità.

Considerato tra i migliori drammaturghi del XX secolo, Pirandello non riuscì mai ad accettare di buon grado l’instaurazione del regime fascista e così, nonostante ricevette il premio Nobel per la letteratura, preferì tacere per non dare adito a nessun commento. Non vi fu mai una motivazione ufficiale per il mancato discorso sebbene Andrea Camilleri si sia esposto in merito: «Preferì tacere perché parlando avrebbe dovuto fare riferimento al fascismo, a Mussolini. Tacque per prenderne le distanze.»

Un altro fatto di cronaca vuole che Pirandello, che si stava sottoponendo alla prassi di interviste e domande dei giornalisti dopo l’annuncio del Nobel, scrisse sulla sua macchina da scrivere «Pagliacciate! Pagliacciate!», stanco di tutto quell’interesse nei suoi confronti.

Anche George Bernard Shaw e Jean Paul Sartre sono ricordati per aver avuto un atteggiamento di sfida nei confronti del Nobel appena ricevuto. Il primo sembrava quasi in procinto di rifiutarlo, solo la moglie lo convinse ad accettare ma alla fine disse: «Posso perdonare Alfred Nobel per aver inventato la dinamite, ma solo un demone con sembianze umane può aver inventato il Premio Nobel». Di sicuro fece più effetto il grande rifiuto di Sartre che nel 1964 non accettò il premio: egli inviò una lettera all’accademia di Svezia dove chiedeva addirittura di non essere inserito tra i candidati.

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