L’estate è ormai alle porte e insieme a lei, ogni anno, arrivano puntuali anche le zanzare, vere “nemiche” delle serate estive. Una soluzione, o per lo meno un piccola via d’uscita per evitare il fastidio delle punture di zanzara, potrebbe arrivare dai risultati dell’ultimo studio dell’Università di Cincinnati: i ricercatori, infatti, hanno scoperto come le zanzare abbiano più probabilità di pungere quando sono assetate, quindi nei periodi di maggiore siccità aumenta la probabilità di essere punti.
Christopher Holmes, uno degli autori dello studio, ha spiegato che sapere come le zanzare reagiscono alla siccità permette di prevedere meglio quando si verificheranno eventuali epidemie. Lo studio, inoltre, ha dimostrato che è necessario poco tempo perché le zanzare si disidratino abbastanza da cercare un pasto a base di sangue: nello specifico, in caso di sete, fino al 30% di questi insetti femmina ricorre al sangue, rispetto a un normale 5-10%. Durante la fase di studio e analisi diverse zanzare sono state messe in un ambiente controllato che riproduceva le condizioni che avrebbero trovato in natura, insieme a un dischetto di sangue. Dopo una settimana è risultato evidente che le zanzare che si nutrivano di sangue in due occasioni: dopo un giorno di pioggia e dopo un periodo di siccità, esattamente le due condizioni in cui anche noi soffriamo di più la sete.
Considerando come le temperature siano in aumento a causa dei cambiamenti climatici e come i periodi di siccità siano più frequenti e più lunghi, possiamo dedurre che ci saranno sempre più zanzare alla ricerca del nostro sangue. Ma oggi, grazie a quanto emerso dallo studio, dovremmo riuscire anche a prevedere un po’ meglio i loro attacchi, o almeno si spera!
