Rudyard Kipling, premio Nobel per la letteratura nel 1907, si starà forse rivoltando nella tomba dato che quando scrisse le sue opere difficilmente si aspettava una critica postuma, soprattutto mossa da un nutrito collettivo di studenti. Il poeta e scrittore britannico è infatti accusato di razzismo e imperialismo da parte dello Student Union, gruppo di studenti di colore e asiatici che hanno promosso una “class action” contro Kipling nel campus dell’Università di Manchester.
Gli studenti hanno cancellato le parole di “If”, la poesia di Kipling, da un murale del campus, perché ritenuta razzista e offensiva. L’hanno sostituita con “Still I Rise”, l’inno alla storia degli oppressi scritto da Maya Angelou, la poetessa che ha dedicato la sua vita a rivendicare i diritti civili degli afro-americani negli Stati Uniti.
Il disappunto degli studenti è arrivato dopo la restaurazione di una parte degli edifici del campus dell’Università, dove poi è apparso un murale con la poesia di Kipling. La poesia è stata ritenuta “completamente inappropriata” per la Gran Bretagna di oggi e Kipling bollato come artista che non promuoveva concetti di liberazione e diritti umani.
Dalla Manchester University, per ora, nessuna replica e solo una precisazione: per loro si è trattata di una «iniziativa autonoma» di Student Union.
