E’ già nella storia l’incredibile rimonta di Kimi Antonelli al Gran Premio d’Italia di Formula 1. Partito dalla diciannovesima posizione, il pilota è arrivato primo sulla pista di Monza, sessant’anni dopo l’ultimo trionfo tricolore casalingo.
A tifare per questo ventenne, incarnazione del campione pulito, umile e genuino, domenica 6 settembre non c’erano solo i fan della Mercedes, la scuderia per cui gareggia, ma a sorpresa anche molti supporter della Ferrari, tanto che negli ultimi giri sul circuito brianzolo sembrava che prossima al traguardo ci fosse una delle “due rosse”.
I boati di incoraggiamento sono cominciati quando, il pilota bolognese ha preso il comando più volte durante la gara; alla fine, con l’ultimo decisivo sorpasso a George Russell, le urla hanno assunto la connotazione e la potenza della felicità. Poi la folla in delirio ai piedi del podio, dopo aver cantato l’inno di Mameli, si è lasciata andare con “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri e “Volare”, in un tripudio di emozioni.
Tutti concordi nell’affermare che Kimi “è stato un grande”. Tra loro, anche l’amico Jannik Sinner, presente all’autodromo, per dargli il suo sostegno.
E Kimi confessa: “non so nemmeno io che cosa ho fatto…So solo che, all’uscita della prima chicane ho visto gli spalti, la gente in piedi, e mi sono gasato. Durante la gara vedevo le persone alla mia destra: lì sapevo che dovevo tagliare per primo il traguardo e farlo per loro”.
(foto Getty Images)
