Il Festival di Cannes 2026 ha acceso i riflettori sulla Croisette. E lo ha fatto nel modo più elegante possibile: con réunion che sanno di storia del cinema, icone leggendarie che sfilano mano nella mano e un red carpet lontano dagli eccessi spettacolari di Hollywood.
A rubare la scena a tutti ci ha pensato l’intramontabile Joan Collins che, a 93 anni, ha conquistato la Montée des Marches con l’eleganza naturale di una vera regina di casa. Accanto a lei, una parata di stelle dal fascino internazionale: Maika Monroe, Heidi Klum, Lucas Bravo, Tyrese Gibson e Alia Bhatt. E ancora, il visionario Bong Joon-ho, Palma d’Oro per “Parasite”, insieme a James Franco, tornato sotto i flash con la compagna Izabel Pakzad. Tra gli arrivi più applauditi, quello di Peter Jackson, accolto come un ospite d’onore. Poco dopo, il regista è salito sul palco del Grand Lumière per ricevere la Palma d’Oro onoraria. A consegnargliela, in un momento dal forte sapore nostalgico, è stato Elijah Wood, il suo indimenticabile Frodo nella saga de “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello”. Jackson, impeccabile nel suo stile ironico e disarmante, ha aperto il discorso con una battuta che ha conquistato la sala: “Non sono un tipo da Palma d’Oro”.
Per la prima volta nella storia del Festival, la dichiarazione ufficiale di apertura è stata affidata non a una sola voce, ma a due donne simbolo del cinema mondiale: Gong Li, musa eterna di Zhang Yimou, e Jane Fonda, 88 anni e un carisma ancora incendiario. A guidare la giuria di questa edizione, come noto, c’è Park Chan-wook. Al suo fianco Demi Moore, tornata al centro della scena dopo la rinascita cinematografica con “The Substance”; Chloé Zhao, reduce dal successo di “Hamnet”; Stellan Skarsgård, ormai volto iconico della Croisette; e Ruth Negga, tra le interpreti più magnetiche della sua generazione. Completano la giuria la regista belga Laura Wandel, il cileno Diego Céspedes, l’attore ivoriano Isaach de Bankolé e lo sceneggiatore scozzese Paul Laverty.
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