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Il Segnalibro: la puntata di domenica 1 febbraio

I libri più emozionanti e le interviste con gli scrittori più amati: tutto il piacere di leggere ogni domenica alle 12 con Il Segnalibro

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C’è tutta l’emozione che solo i libri più appassionanti riescono a regalare, nell’appuntamento di Radio Monte Carlo “Il Segnalibro”.

Ogni domenica, alle 12 viaggiamo alla scoperta dei libri da non perdere. Nuovi romanzi e volumi da riscoprire. Pagine per commuoverci, ridere, imparare ed emozionarci sempre. Con le interviste agli autori più amati.

Tutto il piacere di leggere per un appuntamento imperdibile. Solo su Radio Monte Carlo.

I libri di domenica 1 febbraio:

Francesca Frigerio, Misia e basta, Manni Editore

Musa e mecenate di musicisti, pittori, scrittori, pianista dotata e concertista lei stessa, Misia Godebska ha riunito intorno a sé il meglio della scena culturale e salottiera parigina tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, tra feste, teatri, viaggi a Roma e Venezia, Vienna e la Costa Azzurra, morfina, ménage à trois, amori falliti e successi mondani che delineano i contorni di un’epoca eccezionale.
È stata Madame Natanson, poi Edwards e poi Sert, Madame Verdurinska, Misia la snobinette, Comare Ammazzatutto, Ape Regina. Molti nomi per una creatura che sembra aver vissuto altrettante vite: Ravel e Debussy le dedicavano le loro composizioni, Mallarmé i suoi versi, composti spesso mentre la ascoltava suonare. Se Renoir e Toulouse-Lautrec hanno reso il suo volto immortale, per Coco Chanel era, semplicemente, la donna più intelligente che avesse mai conosciuto.
In questo romanzo, intessuto delle tante pagine scritte su di lei, dei suoi diari e carteggi, a raccontare la sua vita è Misia stessa, e lo fa con la voce di una donna forte, appassionata, di enorme fascino, ma anche tormentata e segnata, negli anni, da lutti e abbandoni. Una personalità complessa, sfaccettata, multiforme. Mille Misia o, meglio, Misia e basta.

Francesca Frigerio è nata nel 1974 a Milano, dove vive. E’ traduttrice dall’inglese  di Dorothy Evans, George Eliot, Robert Louis Stevenson, Rebecca West. Ha pubblicato saggi, tra cui “Modernismo e modernità”, “Per un ritratto della letteratura inglese 1900 -1940”  e curato l’antologia di racconti “E vissero felici e contenti. Racconti di matrimonio”. Questo è il suo primo romanzo.

 

Margherita Pelaja, Le donne di piazza del fico, Piemme

Roma, 1864. Luisa Stecca aiuta le donne meno fortunate in una città ancora governata dal potere papale. Assiste gravidanze spesso clandestine e accoglie ragazze e madri di famiglia a casa sua, in piazza del Fico. Tra queste donne c’è Angela Carbone, una ragazza decisa a uscire dalla povertà che la soffoca. Con l’aiuto della sorella, Gertrude, e di una non convinta Luisa, ordisce un inganno perfetto: finge una gravidanza per legarsi al ricco cavaliere Armando Bachino, e quando nasce il figlio di Amalia, una giovane abbandonata a sé stessa, lo fa passare come suo. Ma la verità è una forza che scava e chiede di essere ascoltata. Attorno al piccolo Armando si creano tensioni, affetti, recriminazioni: la madre naturale lo rivuole, la madre adottiva lo difende, il cavaliere si scopre tradito, ma incapace di rinunciare a quel bambino. E mentre Roma si avvicina alla caduta del potere temporale del Papa, anche le illusioni di Angela iniziano a sgretolarsi. Tra confessioni, rivelazioni e un vero processo, si dipana una storia di donne ferite ma ostinate, di maternità negate e inventate.

Margherita Pelaja ha svolto ricerche negli ambiti della storia delle donne e della storia della sessualità, pubblicando numerosi saggi e monografie. È stata fra le fondatrici di Memoria. Rivista di storia delle donne e della Società Italiana delle Storiche. Nel campo editoriale è stata autrice e redattrice presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e ha fondato e diretto la casa editrice universitaria Biblink editori. Nata nel 1950, vive a Roma.

Gustav Thöni, Una scia nel bianco, Rizzoli Illustrati

Gustav Thöni è molto più di un campione: è stato un simbolo, un pioniere, un’icona che ha trasformato lo sci alpino in uno sport seguito e amato da milioni di italiani. In questa autobiografia intensa e personale, Thöni ripercorre con lucidità e umanità il suo straordinario viaggio: dall’infanzia tra le montagne dell’Alto Adige alla vetta dello sport mondiale. Pagina dopo pagina, si delinea il ritratto di un uomo riservato e tenace, capace di dominare le piste più dure con grazia e forza. Le sue vittorie in Coppa del Mondo, le medaglie olimpiche, i duelli leggendari con avversari come Ingemar Stenmark, ma anche le emozioni più intime e i momenti di difficoltà: tutto viene raccontato con sincerità, con lo sguardo limpido di chi ha vissuto ogni istante con passione assoluta.
Un ampio spazio è dedicato alla leggendaria Valanga Azzurra, la squadra che negli anni Settanta ha rivoluzionato la percezione dello sci in Italia. Attraverso ricordi vividi e aneddoti inediti, Thöni restituisce il clima di quegli anni gloriosi, il senso di fratellanza tra atleti, le imprese che hanno fatto sognare un’intera nazione. A rendere ancora più coinvolgente il racconto, un ricco apparato fotografico accompagna il lettore in un viaggio visivo nella vita di Thöni. Questo libro è molto più di una biografia sportiva: è il ritratto autentico di un uomo che ha saputo restare se stesso anche quando era sul tetto del mondo. Una testimonianza preziosa per chi ama lo sport, la montagna e le storie vere che lasciano il segno.

Gustav Thöni (Trafoi, 1951) è una delle leggende assolute dello sci alpino. Schivo per indole ma rivoluzionario nello stile, ha ridefinito il modo di sciare con una fluidità e una precisione che hanno segnato un’intera generazione. Tra il 1971 e il 1975 ha conquistato quattro Coppe del Mondo generali, un oro e due argenti olimpici, oltre a cinque titoli mondiali, scrivendo alcune delle pagine più memorabili dello sport italiano.
Cresciuto sulle nevi dell’Alto Adige, dove il padre era maestro di sci, ha debuttato in Coppa del Mondo nel 1969 vincendo subito uno slalom gigante: un segnale del talento destinato a cambiare la disciplina. Ritiratosi nel 1980, è diventato un punto di riferimento anche come allenatore, guidando tra gli altri Alberto Tomba verso i suoi grandi successi. Imprenditore e custode delle sue radici, ha trasformato l’hotel di famiglia a Trafoi e diretto la locale scuola di sci. È stato portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Innsbruck 1976 e di Lake Placid 1980 e tedoforo ai Giochi di Torino 2006. Oggi continua a essere un simbolo di eleganza sportiva, dedizione e autenticità.

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