Il 23 settembre 1910, esattamente 108 anni fa, veniva edito per la prima volta “Il fantasma dell’opera”, il romanzo di Gaston Leroux. Si tratta di un pezzo di storia della narrativa, opera che ha poi ispirato numerosi altri artisti, tra cui diversi sceneggiatori e registi, e che è stata trasposta innumerevoli volte per il cinema, il teatro e per la tv.
“Il fantasma dell’opera” di Leroux narra della storia di Erik, uomo sfigurato e coperto da una maschera, e del suo particolare rapporto con “la bellezza del mostro”. Egli ama la giovane Christine e cerca di fare di tutto per farla diventare un’artista e una grande cantante parigina. Ma l’Opera si impossessa della sua vita, diventa il suo doppio e il teatro si allarga sempre di più all’interno della sua persona e così Christine diventa l’oggetto delle sue ossessioni.
Il romanzo è molto affascinante, provoca sgomento, empatia, terrore, perplessità e non è difficile parteggiare per il “mostro”, per il diverso. Così come accade per il Conte Dracula o per Frankestein ci si avvicina al mostro e si cerca di comprendere le sue idee, i suoi obiettivi, le sua passioni. Leroux scrive con grande maestria “Il fantasma dell’opera” che rimane sospeso tra commedia, noir, avventura e poliziesco, con un ritmo che conquista e coinvolge.
Non è un caso che dal libro di Leroux siano arrivati l’omonimo musical di successo di Andrew Lloyd Weber (nel 2004 anche film di Joel Schumacher) e il film di Brian De Palma del 1974, solo per citarne alcuni.
