La natura sta prendendo il sopravvento, in questi giorni di isolamento.
Le città sono vuote, la persone si trovano in casa e cambiano i suoni del mondo. Con le attività umane ferme o quasi, sono i rumore della natura adesso a farsi sentire.
E un affascinante progetto li mappa tutti.
Si chiama Cities and Memory e a crearlo è stato Stuart Fowkes, che da anni raccoglie registrazioni acustiche da tutto il mondo e adesso sta raccontando i nuovi suoni del mondo in questi giorni.
Cliccando la sua mappa interattiva, si può ascoltare il fruscio della foresta di bambù a Yakushima, in Giappone, o il rumore delle onde del mare a Bergen, in Svezia. Dalle campane di Varsavia al cinguettio degli uccelli all’alba, in Canada, la mappa è un viaggio sonoro di incredibile bellezza, che ci fa sentire tutto il palpitare del mondo.
Il tempo sembra fermarsi, tra canti dei monaci tibetani e soffice cadere della neve su una chitarra (c’è anche questo), e i suoni ci offrono un dolce, magico conforto.
Per vedere la mappa e ascoltare i suoi suoni, cliccate qui: citiesandmemory
(Photo by Eleonora Albasi on Unsplash)
