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Harry Gruyaert. Retrospettiva

Dal 18 giugno al 4 ottobre 2026 presso CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino

01_Berck Francia GRH 03_TV Shot TV SHOTS - MUNICH OLYMPIC GAME SERIE BELGIUM Brussels Midi train station district 1981 06_Fiandre GRH1988008K025 GRH1989002K173 FRANCE Sollac 1987 10_FIAT Lingotto 11_Las Vegas GRH1989001K064 GRH1989001K097 USA Utah Salt Lake City airport 1996 15_Parigi Harry Gruyaert © Roger Szmulewicz

Retrospettiva porta per la prima volta in Italia la ricerca del maestro belga del colore Harry Gruyaert ed è visitabile dal 18 giugno al 4 ottobre 2026.

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 Harry Gruyaert è tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea.  Gruyaert è nato in Belgio nel 1941 ed è membro di Magnum Photos; è stato tra i primi fotografi europei, tra gli anni Settanta e Ottanta, a conferire al colore una dimensione non più descrittiva ma puramente creativa, percettiva ed emotiva, capace di costruire una visione radicalmente grafica del mondo.

Seguendo un percorso cronologico, Retrospettiva si apre con la celebre serie TV Shots, realizzata a Londra nel 1972, in cui Gruyaert, influenzato da Pop Art e immaginario televisivo, manipola l’antenna del suo televisore per trasformare le immagini in composizioni vibranti e astratte.

Nella sezione Francia–Belgio si raccontano invece le prime ricerche tra il Belgio dove è nato e Parigi, città in cui si trasferisce nei primi anni Sessanta.

Nella sezione Sud emerge un altro nucleo fondamentale della sua poetica: il Marocco, che rappresenta per Gruyaert una vera rivelazione visiva. Qui luce, architettura, paesaggio e presenza umana si fondono in un’esperienza percettiva intensa, e a partire da questa esperienza il fotografo compie numerosi viaggi nel Sud del mondo – dall’Egitto all’India, dalla Spagna alla Turchia – confrontandosi con luci abbacinanti, ombre profonde e tonalità vellutate che ampliano ulteriormente la sua ricerca.

Dalle miniere agli impianti siderurgici, dai laboratori farmaceutici alle centrali nucleari, Gruyaert viene incaricato di realizzare immagini per opuscoli finanziari e campagne di comunicazione aziendale. Nella sezione Industrie, il colore trova piena espressione nel contesto professionale e industriale, all’interno di ambienti tecnici e produttivi, dove riesce a trasformare macchinari, superfici e geometrie industriali in immagini quasi astratte.

Est incontra Ovest mette invece in dialogo due mondi: da un lato i colori artificiali, seducenti e commerciali del sogno americano, dall’altro le atmosfere spoglie e incerte della Russia post-sovietica.

Nella serie Litorali, nata quasi casualmente nel corso dei suoi viaggi e protagonista di un’intera sezione della mostra, le coste diventano per Gruyaert una sfida visiva, cui risponde riducendo gli elementi all’essenziale. Cielo, sabbia, mare e orizzonte costruiscono immagini minimali e sospese, dove luce e variazioni cromatiche sono assolute protagoniste.

Chiude il percorso Aeroporti, sezione dedicata ai luoghi di transito per eccellenza: sale d’attesa, vetrate, riflessi e trasparenze affascinano Gruyaert per la qualità artificiale della luce e per la possibilità di creare composizioni geometriche attraversate da colori netti e presenze fugaci, trasformando spazi anonimi e quotidiani in immagini di forte intensità visiva.

 

 

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