C’era una volta Gino Paoli e, con lui, c’era una volta una gatta. Non una semplice canzone, ma un pezzo di vita vissuta, per davvero.
Una soffitta a Genova nel quartiere di Boccadasse, affacciata sul mare, una gatta siamese chiamata Ciacola e un giovane Gino Paoli ancora lontano dal successo. Da qui nasce “La gatta”, uno dei suoi brani più noti.
Immaginate il giovane Paoli intento a creare musica o a dipingere, mentre Ciacola faceva le fusa. Quella micia una sera riuscì anche a salvargli la vita, facendogli scoprire una fuga di gas. Ciacola agitata a un certo punto si accasciò: il cantautore, abbassandosi per raccoglierla, si accorse dell’odore e aprì la finestra, evitando un’intossicazione che avrebbe potuto essere fatale per entrambi.
Con il successo arrivò il trasferimento in una casa più grande. Ciacola morì poco dopo per un’occlusione intestinale.
“La gatta” è un brano autobiografico. Racconta di una casa piccola ma piena di sogni, di un cambiamento e del vuoto che ne è seguito. Ciacola è rimasta con Paoli per sempre, poi, tatuata sull’avambraccio. Gino una volta ha raccontato: “Questo tatuaggio l’ho fatto a Hong Kong, ero lì per una tournée”.
(Foto Getty Images)

