Zucchero accende lo Sporting Monte Carlo

Finalmente in tour, non ne potevo più di stare a casa, dichiara l'artista

L’ultima volta che andai nella Salle des Etoiles dello Sporting Monte Carlo fu per il Gala della Croce Rossa Monegasca nel 2019. Sul palco salì John Legend. Era il 26 luglio e mai avrei immaginato di dover aspettare due anni prima di tornarci. Per questo, domenica 25 luglio 2021, il ritorno nel tempio degli spettacoli e dei concerti di star internazionali è stato un momento eccezionale e ancor più, per il fatto che ad esibirsi è stato Zucchero. 
Può sembrare fin troppo facile giocare sulle emozioni per un concerto del grande “Sugar Boom Boom Fornaciari”, come ama annunciarlo in onda Max Venegoni quando trasmette una sua canzone, ma con tutto il rispetto per l’opera di William Shakespeare, questa serata ha regalato tutta l’atmosfera di un “sogno di una notte di mezza estate”. E alle 22,48 il sogno si è trasformato in realtà.
Nella Salle des Etoiles, il pubblico accoglie con un primo applauso l’entrata in scena di Zucchero, accompagnato da Kat Dyson originaria della Virginia e Doug Pettibone di New Orleans. Sono tre ed è il numero perfetto, con una serie di chitarre a disposizione di ognuno, oltre alla tastiera che ogni tanto servirà a Zucchero. Ce n’è abbastanza per accendere l’atmosfera dello Sporting Monte-Carlo e l’entusiasmo di chi è venuto ad ascoltarlo.

Il celebre cantautore emiliano ha pubblicato lo scorso 14 maggio il nuovo album. “Inacustico D.O.C. & More”, una raccolta di alcuni dei suoi grandi successi, riarrangiati in acustico. Apre con “Testa o croce”, poi esegue “Il suono della domenica” nella quale canta “Ho visto cieli pieni di miserie. Al mio paese vedo fiorire l’uomo”. Applausi e tutto si trasforma in un incontro più intimo con lui e la sua musica, come essere in un grande salotto dove c’è posto per tutti (ma con le mascherine obbligatorie durante il concerto).

Coinvolge con la sua voce e con i suoni inconfondibili che lo hanno reso un artista amato e apprezzato a livello internazionale. Crea magia interpretando “Soul Mama”, emoziona con “Ci si arrende”, strappa ancora tanti applausi con la meravigliosa “Blu (Sere d’estate)” e con la sua splendida versione di “Wonderful Life”, ancora più profonda nella versione acustica.
Lui ringrazia ed è una bella sensazione rivederlo all’opera con la sua arte e con il pubblico di fronte. Forse, anche per questo decide si fermarsi e rivolgendosi a tutti dice: “Grazie per essere qui stasera. Comprendo un po’ il francese, perché nel nostro dialetto ci sono alcune parole che non cambiano, come ‘cogliòn’ (risate e applausi), oppure ‘pomme de terre’ che è la patata, o ancora ‘tire-bouchon’, il cavatappi… Potrei parlare in inglese, ma preferisco esprimermi nella mia lingua, se fate uno sforzo per cercare di capire l’italiano”. E spiega, a modo suo, naturalmente, come e perché ha deciso di tornare a suonare dal vivo: “Abbiamo deciso all’ultimo di fare questi 15 concerti in posti prestigiosi, tra cui qui allo Sporting Club di Monte Carlo, e in un modo inusuale, almeno per me, cioè in acustico. Non potevamo fare diversamente, perché non ne potevamo più di stare a casa, io mi ero proprio rotto… (espressione colorita, risate e applausi)”. E ancora una volta non perde l’occasione per far capire come deve essere vissuto un concerto, o meglio un suo concerto: “Non sono abituato a suonare con il pubblico seduto a tavola che mangia. Vi ricordate il casino che ho fatto al Cala di Volpe (era il 2007). Ma qui stasera è diverso (e ride), adesso vi presento volentieri i miei due fantastici musicisti e vi lascio qualche minuto con loro, ma poi torno!”. Il pubblico si diverte e saluta con un grande applauso.

La seconda parte del concerto è un ulteriore crescendo di emozioni e partecipazione. Si riparte con “Everybody’s Got To Learn Sometime”, poi la struggente “Don’t Cry Angelina”, un’altra delle 6 canzoni inedite dell’album “D.O.C. Deluxe Edition” e che Zucchero ha voluto annunciare: “Parla di una storia vera, una storia d’amore ai tempi della seconda Guerra Mondiale”. Scocca la mezzanotte, ma non è finita. C’è tempo per “Sarebbe questo il Mmondo”, poi “Love Is All Around”, per arrivare al “fuori programma” che porta al gran finale: l’intramontabile “Diamante”, la bellissima “Il volo” e le trascinanti “Baila Morena” e “Diavolo in me”. Pubblico in piedi e fiori lanciati sul palco. Lui saluta e se ne va, ma non se ne parla per il pubblico, che applaude e inizia a scandire il suo nome “ZU-CCHE-RO!”.

Torna in scena: “Stavo già andando via. E tutte queste rose… Lo so che è una tradizione, grazie (e ride)”. Una voce dal pubblico “E’ troppo presto per andare via!” e lui sorride e replica: “Starei tutta la notte, mi piace qui”. Riprende la chitarra, guarda per un attimo i suoi musicisti Kat Dyson e Doug Pettibone ed esclama “Vamos” sul primo accordo di “Hey Man”. Tutti in piedi nella Sala delle Stelle per la star della musica e per l’ultima delle 20 canzoni che interpreta. E’ “Senza una donna”, uno dei suoi capolavori che pubblicò nel 1987. E’ mezzanotte e mezza quando Zucchero si congeda: “Grazie, Thank you, Merci beaucoup. Alla prossima and God bless you!”. Buonanotte Monte Carlo, tra emozioni e ricordi di una notte di mezza estate. 

Andrea Munari

(Photo ©philipducap / Monte-Carlo SBM)

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