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Ingrid Bergman: l’omaggio di Cannes

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Il Festival del Cinema di Cannes rende omaggio quest’anno nella sua locandina ufficiale a Ingrid Bergman, la grande attrice svedese, diventata poi musa (e moglie) del regista Roberto Rossellini. Ingrid, nata a Stoccolma nel 1915, inizia la carriera cinematografica nel suo Paese d’origine. È il film “Intermezzo” a colpire il celebre produttore americano David O.Selznick, che chiama la Bergman negli Stati Uniti per realizzarne il remake. La pellicola ottiene un grande successo e all’attrice si spalancano le porte di Hollywood.

Da Hollywood a Roma

La Bergman interpreta film entrati nella leggenda: “Casablanca”, con Humphrey Bogart, “Per chi suona la campana”, “Angoscia” (per cui riceve l’Oscar), “Notorious”. Alla fine degli Anni Quaranta l’attrice, affascinata dal Neorealismo italiano e dal film “Roma , città aperta” di Roberto Rossellini, scrive al regista dicendosi desiderosa di lavorare per lui: «Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei… ». Nel 1949 Rossellini e la Bergman girano “Stromboli”. E non solo: tra i due nasce infatti una relazione, che crea un grave scandalo negli Stati Uniti (l’attrice era ancora sposata al primo marito, il medico Peter Lindstrom): La Bergman è pesantemente attaccata per la sua vita sentimentale, giudicata disdicevole.

L’Oscar per “Anastasia”

Ottenuto il divorzio, Ingrid sposa Rossellini, da cui avrà Robertino e le gemelle Isotta e Isabella. Nel 1956 l’attrice fa un trionfale ritorno a Hollywood, interpretando “Anastasia” (che le frutta l’Oscar come attrice protagonista). Il matrimonio con Rossellini fallisce (l’attrice sposerà poi in terze nozze l’impresario teatrale Lars Schmidt), ma la carriera negli Stati Uniti prosegue con “Indiscreto”, “La locanda della sesta felicità”, “Assassinio sull’Orient express”. Il suo ultimo film, del 1978 è “Sinfonia”, diretto dal grande regista svedese Ingmar Bergman.

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