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Folla sui Navigli a Milano: si rischia un lockdown bis

I divieti sono stati raggirati e c'è molta preoccupazione.

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Con la Fase 2, le misure restrittive delle scorse settimane sono state un po’ allentate. A Milano la situazione, però, è preoccupante: molti ragazzi sono usciti e hanno invaso i Navigli. In tanti senza mascherina e senza il rispetto del distanziamento sociale. Sembra che la nuova fase sia un ritorno alla normalità, ma non è così. La voglia di passare una giornata all’aria aperta con gli amici di sempre è tanta, ma non è questa la giusta interpretazione del nuovo decreto, in vigore dal 4 maggio scorso. 

Il sindaco Giuseppe Sala avverte: “Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi, non domani, è un ultimatum, o io domani come al solito sarò qui a Palazzo Marino e prenderò provvedimenti. Chiudo i Navigli e chiudo l’asporto di bar e ristoranti“. Con la Fase 2, infatti, hanno riaperto i bar e i locali per il cibo e le bevande da asporto. È così che molte persone hanno deciso di prendere una cosa da bere, come si faceva ai vecchi tempi, noncuranti delle misure restrittive. 

Secondo il primo cittadino di Milano, le immagini che sono apparse sui social e sui quotidiani oggi sono raccapriccianti. È praticamente ritornata la movida. “Quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo. Ma questo è uno dei momenti in cui c’è da infuriarsi: le immagini lungo i Navigli sono vergognose“, aggiunge Sala. 

Continua senza mezze misure: “Poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere. Io mi prendo le mie responsabilità e venerdì sera mando più vigili ma ve lo ripeto, non è un guardie e ladri, non è un gioco. Non possiamo permettercelo in una città da 1,4 milioni di abitanti e 1.700 chilometri di strade. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è l’1% dei milanesi e io non permetterò che questo 1% metta in difficoltà l’altro 99%“. 

Anche l’Istituto Superiore della Sanità è dello stesso parere: “Immagini che fanno preoccupare, le regole non cambiano. La fase 2 è molto delicata. E’ importante che il Paese riparta, ma il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione“. 

Aggiunge il suo punto di vista anche l’infettivologo Galli: “In Lombardia il rischio di chiudere ancora è dietro l’angolo. Le nuove diagnosi, soprattutto in città, riguardano cittadini riusciti finalmente a ottenere un tampone. Sono persone infettate da tempo. Questo significa che quella di Milano è una bomba, appunto perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione. È evidente che sono necessari maggiori controlli. Poteva essere utile il test rapido, il cosiddetto pungidito“. 

La raccomandazione è sempre la stessa. Le misure di contenimento non sono cambiate, dobbiamo ancora sconfiggere questo nemico subdolo e silenzioso, e possiamo farlo solo con il senso civico. Restiamo a casa e attendiamoci alla lettera alle disposizioni di Governo. 

(Foto Getty Images)

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