Sono giorni di fuoco per Facebook e per il suo fondatore Mark Zuckerberg. Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, il fondatore del social network è stato chiamato a rispondere davanti al Congresso degli Stati Uniti per spiegare nel dettaglio la posizione della sua azienda.
Zuckerberg ha fatto mea culpa, ammettendo una serie di errori di Facebook che hanno permesso a milioni di dati sensibili inseriti sul social network di essere venduti e utilizzati da terzi per altri scopi.
Secondo il sito “The Verge” lo stesso Zuckerberg, tra le righe, avrebbe ammesso, rispondendo alle domande del senatore Orrin Hatch, che in futuro ci potrà essere una versione a pagamento di Facebook alternativa a quella attuale gratuita. Il senatore ha chiesto a Zuckerberg se il suo obiettivo è sempre quello di far rimanere gratuito il social network e Zuckerberg ha risposto: «Sì, senatore. Ci sarà sempre una versione di Facebook gratuita. La nostra missione è cercare di aiutare a connettere tutti in tutto il mondo. Per fare questo crediamo che dobbiamo fornire un servizio che tutti possono permettersi».
E qui sta il nocciolo: Zuckerberg ha parlato di «una versione di Facebook gratuita», il che non esclude che in futuro possa essere lanciata una versione alternativa della piattaforma social a pagamento. Dal giorno del suo lancio sul web Facebook ha introdotto diversi servizi a pagamento, solitamente utilizzati dalle aziende o da chi vuole promuovere le sue pagine, ma mai un’intera versione a pagamento. Con eventuali introiti da parte degli utenti, il social network abolirebbe così le pubblicità mirate blindando, di fatto, i dati inseriti dagli utenti, ma una eventuale mossa del genere porterebbe ad altri fattori di rischio. Non resta che tenersi aggiornati e seguire le vicende del social network più famoso del mondo.
