L’estate è ormai alle porte. In molti si stanno chiedendo se riusciremo a tornare al mare, per riprenderci un po’ della vita all’aria aperta che non abbiamo vissuto in questo periodo. Secondo le indicazioni del Governo, potremmo tornare in spiaggia rispettando le regole del distanziamento sociale. Per questo motivo, i gestori degli stabilimenti balneari stanno organizzando gli spazi in vista della riapertura. E, forse, ci sarà un impatto anche sui prezzi. Andare al mare quest’anno costerà di più?
Dal nord al sud, gli imprenditore del settore turistico marino stanno cercando di capire se è etico alzare le tariffe e quanto le persone sono disposte a spendere per godersi un po’ di relax sotto l’ombrellone. Ovviamente, da parte loro c’è lo sforzo – anche economico – per mettere tutto in sicurezza e garantire tranquillità ai bagnanti.
La questione è molto dibattuta in Liguria, nota meta turistica dello stivale. Qui sono presenti circa 1.200 stabilimenti balneari. Dalle parole di Enrico Schiappapietra, presidente regionale del Sindacato Italiano Balneare, si apprende che: “Abbiano fatto una scelta. Anche a costo di perderci: per riconoscenza verso i nostri clienti. Un principio etico. Per anni sono stati alla base della nostra ricchezza. Non possiamo dimenticarlo. Dobbiamo ridare qualcosa anche noi“. In molti, quindi, hanno deciso di non aumentare le tariffe. Tanti altri, però, sono del parere contrario. Un altro gestore, infatti, crede che sia necessario applicare un rincaro: “Sarà già un’impresa riuscire a mettere il 50% degli ombrelloni. Gli incassi si dimezzeranno. È matematico. Posso assicurare che così non si coprono i costi. Il mio obiettivo è solo arrivare in pari. Non guadagnarci. In compenso offriremo gli stessi servizi alle famiglie su uno spazio raddoppiato: da 5 metri quadrati a 10. Per chi spendeva 2.000 euro a stagione non sarà un grande sforzo pagare 100 euro in più“.
In Toscana invece cosa accadrà? Ilaria Piancastelli gestisce un famoso stabilimento in provincia di Livorno. Il suo problema, come quello di tanti altri imprenditore del settore, il problema è lo spazio. “I miei 120 ombrelloni si ridurranno a 50. Normalmente la media giornaliera è di 30-40 euro per un ombrellone e due lettini. Molti dei miei colleghi prevedono un aumento dei prezzi del 15-20%. Io non ho ancora fatto un calcolo. Sto aspettando che Comune e Capitaneria di Porto mi dicano cosa devo fare per la sicurezza a terra e in mare“. Scogli, calette, spiagge piccolissime: quando il paesaggio marino si presenta in questo modo, organizzare al meglio lo spazio a disposizione diventa un punto critico.
Per quanto riguarda, la Romagna le cose sono un po’ diverse. Le spiagge qui sono grandi, quello che verrà colpito di più è il divertimento: non ci saranno feste, concerti, eventi di richiamo. La vita della riviera è questa. Secondo quanto si apprende dai gestori degli stabilimenti del luogo, i prezzo dovrebbero subire un aumento che va dal 5% al 10%. Un imprenditore romagnolo ha detto: “L’aumento dei prezzi sarà contenuto. Con un rincaro corposo da noi scatterebbe la paura di lavorare poco. Un ombrellone stagionale nel mio stabilimento passerà dai 300 ai 315 euro“.
Anche dalle Marche fanno sentire la loro voce. Il titolare di un noto bagno ha argomento così: “I prezzi non aumenteranno di molto se non nel Conero, a Numana e a Sirolo. Ma soltanto tra il 5 e il 10 per cento“.
Insomma, probabilmente dovremmo pagare un po’ di più per stare in spiaggia quest’anno. Ma forse ne vale la pena, per il nostro benessere e per l’Italia intera.
(Getty Images)
