In occasione della Milano Fashion Week 2026 Palazzo Reale inaugura Dalí e la Moda, la prima grande mostra internazionale dedicata al rapporto tra il celebre artista e la moda. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 sono esposte oltre 200 opere tra dipinti, abiti, fotografie, gioielli, filmati per raccontare il dialogo tra arte, moda, corpo e costruzione dell’immagine in Dalí.
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Attraverso il dialogo tra opere d’arte, moda, fotografia, design, cinema, editoria e documenti d’archivio, Dalí e la Moda restituisce la figura di un artista totale, capace di superare i confini tra discipline e di fare della propria esistenza un laboratorio creativo. Per la prima volta, un’esposizione di ampio respiro internazionale indaga in maniera organica il rapporto tra Salvador Dalí e la moda, mettendo in luce non soltanto la straordinaria influenza esercitata dall’artista sul linguaggio della moda, ma anche il ruolo decisivo che abiti, accessori, fotografia, pubblicità e sistemi di comunicazione ebbero nella costruzione della sua immagine e del suo universo creativo.
Fin dall’infanzia, l’abbigliamento rappresenta per Dalí uno strumento essenziale di costruzione della propria identità. Con l’arrivo di Gala nella sua vita, nel 1929, abiti e accessori diventano parte di un linguaggio condiviso attraverso il quale la coppia costruisce la propria immagine pubblica. Fotografi, riviste e campagne pubblicitarie contribuiscono alla diffusione di questa immagine, facendo dell’artista stesso una figura spettacolare e riconoscibile su scala internazionale.
Il guardaroba di Gala comprende creazioni di Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci. Quello di Dalí è invece più eclettico. Nel 1936 Dalí inizia la collaborazione con Elsa Schiaparelli, destinata a diventare una delle più importanti e prolifiche alleanze tra arte e moda del XX secolo. Da quel momento, il suo coinvolgimento attraverserà decenni e linguaggi diversi: abiti, accessori, gioielli, costumi, tessuti, illustrazioni, campagne pubblicitarie e persino previsioni sul futuro della moda. In ciascuno di questi ambiti, l’immaginario surrealista di Dalí viene trasformato in una forma capace di entrare nella vita quotidiana e nella cultura di massa. Celebre è la fotografia realizzata da Cecil Beaton di Wallis Simpson con l’Abito Aragosta, pubblicata da Vogue in occasione del suo matrimonio con il Duca di Windsor.
La mostra evidenzia come Dalí avesse compreso con straordinaria lucidità il potere della moda di costruire identità, produrre immagini e influenzare la cultura di massa. La sua collaborazione con i grandi couturier, il dialogo con fotografi e riviste, la sperimentazione sui materiali e il ricorso alla performance mostrano un artista profondamente immerso nella modernità.
