Site icon

Consumo di carne e fase 2: se dovessimo smettere di mangiarla?

Negli Stati Uniti il virus sembra essersi diffuso maggiormente proprio nelle aziende che producono carne. E c'è già chi profetizza: si rinuncerà alla bistecca!

#image_title

Addio bistecca, a causa del Coronavirus? A far parlare di questo tema è un articolo pubblicato da Wired.

Il magazine riporta la notizia secondo cui sembra che negli Stati Uniti il virus si sia diffuso soprattutto tra i lavoratori degli stabilimenti che macellano la carne, anche per questioni di igiene. Potrebbe essere una ragione sufficiente che decreterà la fine definitiva (per la soddisfazione di vegetariani e vegani) del massiccio consumo di carne?

Sta di fatto che durante il mese di maggio negli USA si è registrato un calo sostanziale della produzione e distribuzione di carne, di almeno il meno 24%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La catena Tyson Foods, dopo 24 casi di positività al nuovo Coronavirus tra i dipendenti, ha chiuso. Lo stesso è accaduto alla Sanderson Farms Inc. a Moultrie, in Georgia, che alleva polli.

I sospetti che questi impianti industriali possano contribuire al diffondersi del virus poggiano sui numeri: 4400 casi di Covid-19 in 80 diversi stabilimenti, distribuiti in 26 stati.

La scomparsa della carne, oltre al danno economico che scatenerebbe nell’intera filiera produttiva, sarebbe una sconfitta anche d’immagine, in quanto simbolo del benessere americano e di un vero e proprio stile di vita.

Quel che è certo è che assicurare alti standard d’igiene negli allevamenti, data la loro stessa natura, non è facilissimo. E inoltre l’uso massiccio di antibiotici per prevenire le infezioni batteriche danneggia la qualità del prodotto, sempre meno genuino, e innesca processi insidiosi di resistenza agli antibiotici, sia da parte degli animali che degli umani. Il tema, insomma, è delicato. E si spera che la ricerca scientifica possa contribuire a offrire soluzioni allo spinoso problema.

(Foto Getty Images)

Exit mobile version