Il cioccolato è uno degli alimenti più amati da grandi e piccini. Buono, anzi buonissimo, delizia i palati anche più sopraffini. Eccederne nel consumo non è consigliato per via del suo elevato contenuto calorico, ma, se consumato con moderazione, può apportare numerosi benefici per il nostro benessere in termini psicologici e di salute fisica, a patto che sia fondente, meglio se con il 70% minimo di cacao.
Vediamo allora 7 benefici del cioccolato:
Antidepressivo e antistress
La più nota delle proprietà del cioccolato è quella di fungere da antidepressivo. E questo perché il suo consumo stimola la produzione di endorfina e serotonina, due neurotrasmettitori che svolgono un’azione benefica sull’umore. Inoltre il cioccolato riduce i livelli di cortisolo, combattendo così anche lo stress.
Aiuta a prevenire patologie cardiache e ictus
Secondo una ricerca svolta dall’ Università di Aberdeen, se si consuma giornalmente una piccola dose di cioccolato, si riduce dell’11% il rischio di patologie cardiache e ben del 23% quello di andare incontro ad ictus.
Antinfiammatorio
Il cioccolato funge da antinfiammatorio, a patto che contenga almeno il 70% di cacao. Questo infatti ha un alto contenuto di resveratrolo, noto per le sue proprietà antinfiammatorie.
Per la dolce attesa
Il cioccolato contiene teobromina, una sostanza che abbassa i livelli della pressione sanguigna, riducendo così del 69% il rischio di gestosi in gravidanza, più precisamente definita preeclampsia.
Colesterolo sotto controllo
Merito degli antiossidanti: il cioccolato – anche in questo caso con contenuto di cacao del 70% almeno – aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo nel sangue. Al contrario, invece, il cioccolato al latte.
Concentrazione al top
Il contenuto di caffeina del cioccolato può aiutare a mantenere la concentrazione, a patto però che non si esageri con il consumo.
Coadiuvante nel combattere la demenza senile
Da una recente ricerca è emerso che gli anziani che hanno bevuto due tazze di cioccolato al giorno hanno superato i test cognitivi e di memoria con risultati migliori rispetto agli anziani che, invece, non ne hanno consumato.
