Bob Dylan ha incontrato Papa Leone XIV in Vaticano e per l’occasione si è presentato con… una felpa nera con cappuccio. Il Pontefice gli ha donato un rosario e il cantautore ha ricambiato consegnando al Santo Padre una copia della sua autobiografia, “Chronicles: Volume One”.
“Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata il cantautore americano Bob Dylan mercoledì 4 novembre”, si legge nella didascalia a corredo dello scatto.
Secondo quanto riferito dal sito di informazione Vatican News, l’incontro è stato breve e si è svolto tra saluti e qualche battuta informale. Il Pontefice è un grande conoscitore del repertorio del musicista, tanto da aver ripreso il testo di una canzone inedita contro la minaccia nucleare, “Go Away You Bomb”, nella prefazione del libro “Disarmed And Disarming: Peace Is A Gift”.
La visita in Vaticano è arrivata alla vigilia del concerto che Dylan ha tenuto al Palazzo dello Sport di Roma, una delle tappe italiane del suo Rough And Rowdy Ways Tour.
Circa 6.000 spettatori hanno assistito al concerto romano, con il tutto esaurito al Palazzo dello Sport. Una serata all’insegna della musica e di uno spettacolo essenziale, in linea con la cifra stilistica di questa tournée. Dylan si è presentato sul palco con il consueto cappuccio, al pianoforte, senza maxischermi, effetti scenografici o dialoghi con il pubblico. Nessuna concessione allo spettacolo, dunque, ma tutta l’attenzione concentrata sulle canzoni e sulle interpretazioni.
Il repertorio ha dato ampio spazio a “Rough and Rowdy Ways”, l’album pubblicato nel 2020, affiancato da brani di altri periodi della sua carriera. Una scaletta che conferma la volontà dell’artista di proporre una rilettura personale del proprio percorso musicale, senza puntare necessariamente sui successi più celebri.
Il viaggio di Bob Dylan in Italia si conclude sabato 7 novembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Sarà la terza e ultima tappa nel nostro Paese, dopo Milano e Roma, prima della conclusione della tournée prevista a dicembre con cinque concerti alla Royal Festival Hall di Londra. L’impostazione sarà quella già vista nelle altre date: atmosfera intima, Dylan al pianoforte, cellulari riposti in appositi contenitori sigillati all’ingresso e divieto di effettuare riprese audio e video.
Bologna, del resto, conserva un legame particolare con il cantautore americano. Il 27 settembre 1997 Dylan si esibì in città in occasione del XXIII Congresso Eucaristico Mondiale, davanti a una folla di circa 300 mila giovani. L’evento, fortemente voluto da Giovanni Paolo II, lo vide interpretare tre brani: “Forever Young”, “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” e la celeberrima “Knockin’ on Heaven’s Door”.
Al termine del concerto, il musicista incontrò personalmente Karol Wojtyla e gli strinse la mano. Una fotografia che fece il giro del mondo, proprio come quella scattata pochi giorni fa in Vaticano accanto a Leone XIV.
A quasi trent’anni di distanza, dunque, Dylan torna a incrociare idealmente la storia di Bologna con quella del Vaticano. E proprio sul palco dell’Unipol Arena si prepara a chiudere il suo nuovo capitolo italiano.
(foto Getty Images)
