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Banconote da 0 euro: il perché del loro successo

Possono raggiungere quotazioni stellari

Close-up of orange euro banknotes overlapping, with the euro symbol visible on the edge.

Euro banknotes are seen in this illustration photo taken in Krakow, Poland on January 26, 2026. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images)

È nata nel 2015 come souvenir turistico per celebrare monumenti, città o eventi storici. Si tratta della banconota da 0 euro. Stampata sulla stessa carta degli euro veri e autorizzata ufficialmente dalla Banca Centrale Europea, non ha alcun valore legale e commerciale, ma sicuramente lo ha per gli appassionati del collezionismo e della numismatica.

Alla fonte, costa circa 2,00 € – 3,00 €, ma le edizioni più rare e limitate possono raggiungere quotazioni stellari, venendo scambiate a decine o addirittura centinaia di euro. La banconota da 0 euro gode infatti di gran successo in un mercato parallelo, quello delle aste e delle vendite online.

Uno dei casi più eclatanti è quello della banconota della città tedesca di Kiel (spesso con l’icona della nave scuola Gorch Fock) venduta su eBay a 500 euro.

Fu l’imprenditore francese Richard Faille, grande appassionato di numismatica, a crearla per omaggiare una città, un anniversario o un grande personaggio del passato. E l’Italia ha avuto il maggior numero di varianti dedicate, grazie ai suoi innumerevoli simboli come il Colosseo, la Basilica di San Pietro, la Torre di Pisa, il Duomo di Milano, Piazza San Marco e il Canal Grande a Venezia, il David di Michelangelo a Firenze, l’Arena di Verona, gli scavi di Pompei, o la Mole Antonelliana di Torino, per citarne alcuni. Le banconote da 0 euro non sono distribuite né in banca né negli uffici postali, ma vengono vendute soprattutto nei bookshop dei musei, nei siti archeologici, nei grandi negozi di souvenir o grazie ad appositi distributori automatici posizionati nei luoghi ad alto flusso di pubblico.

(Foto Getty Images)

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