Viaggiare è una delle cose più belle della vita: permette di conoscere nuovi posti, nuove persone, culture diverse e… fare la foto perfetta. Proprio le foto però sono sotto i riflettori perché stanno causando un afflusso massiccio di turisti incivili. È il cosiddetto “Instagram Effect”: orde di turisti selvaggi prenotano una vacanza solo per cercare di scattare la foto giusta per il loro profilo e spendono le loro giornate per apparire al meglio sul social network.
Quando si mettono insieme il turismo di massa e Instagram si ottengono diverse condizioni spiacevoli: i siti turistici vengono presi d’assalto diventando delle trappole sovraffollate dove non si riesce a godere della meraviglia del luogo. In altre parole, in alcuni casi, Instagram sta rovinando le vacanze di molti.
Di sicuro l’”Instagram Effect” colpirà migliaia di persone anche nel 2019 e per mettere un freno al turismo selvaggio da click alcuni luoghi hanno addirittura pensato di… cacciare i turisti! A dire il vero non si tratta di allontanare i viaggiatori quanto invece di limitare l’accesso per preservare i luoghi incantevoli e i monumenti in questione.
Ecco allora 5 mete da sogno che hanno deciso di mettere un freno al turismo di massa.
1. Dubrovnik, Croazia
A causa de “Il trono di spade” la città di Dubrovnik è improvvisamente diventata una meta popolare. Per mettere un freno ai turisti la città ha limitato l’accesso alle barche che approdano nel porto. Nel 2017 ad esempio la città croata ha accolto “solo” 8mila turisti al giorno.
2. Skye, Scozia
Per ogni travel blogger o influencer di Instagram l’isola di Skye è una tappa obbligatoria. Qui infatti si possono scattare foto da fiaba grazie agli incredibili panorami che offre l’isola, dagli scorci delle rocce di Old Man of Storr ad Elgol. L’isola però non dispone delle infrastrutture necessarie per ospitare molti turisti e così, negli ultimi tempi, si sono verificati ingorghi, traffico e sporcizia nei luoghi da cartolina. Dal 2017 allora, per preservare il sito, la polizia locale di Ebridi ha iniziato a bloccare i turisti che non avessero prenotato un posto dove alloggiare.
3. Machu Picchu, Perù
Nel 2015 il governo peruviano ha annunciato un mega piano quinquennale del costo di 43,7 milioni di dollari per proteggere le rovine del sito archeologico Inca. Nel 2017 infatti il governo ha iniziato a limitare l’accesso dei turisti nella zona. Questo veniva consentito solo a due gruppi di turisti ogni giorno (uno la mattina, un altro il pomeriggio) che fossero inoltre accompagnati da una guida approvata. Venivano venduti 5mila biglietti al giorno, più del doppio del numero suggerito dall’UNESCO. Evidentemente, nonostante la voglia di preservare il sito, i profitti che derivavano dall’accesso a Machu Picchu sono troppo importanti per il governo peruviano. Ora invece è stata adottata una nuova forma per arginare il turismo di massa: i biglietti venduto per l’accesso al sito hanno una durata di 4 ore. Ogni turista in sostanza può visitare una delle sette meraviglie del mondo moderno a tempo limitato.
4. Maiorca, Spagna
Nell’isola delle Baleari la situazione si è particolarmente aggravata negli ultimi anni. Qui infatti arrivano migliaia di turisti incivili che, a causa dell’alcol e dei festini sfrenati, non hanno il minimo rispetto per il luogo visitato. Gli abitanti dell’isola hanno così iniziato una vera e propria class-action con manifestazioni in piazza, graffiti sui muri con la scritta “Tourism kills the city” (il turismo uccide la città) e proteste di ogni sorta. Il governo ha risposto raddoppiando la tassa per turisti a 4€ al giorno per persona, inoltre sta anche cercando di vietare gli affitti a breve termine in alcune zone dell’isola.
5. Skellig Michael, Irlanda
Se avete visto “Star Wars: il risveglio della forza” vuol dire che avete ammirato Skellig Michael, l’isola più grande delle due isole Skellig che si trovano vicino Kerry, in Irlanda. È proprio in questi luoghi che si ritira Luke Skywalker per non essere rintracciato dai suoi vecchi amici (e nemici). Grazie al film la zona ha iniziato ad attrarre sempre maggiori turisti e nel 2017 le presenze sono arrivate a 17mila, numeri incredibili per l’isola. Ora l’UNESCO ha deciso di dare accesso a non più di 180 turisti al giorno.
