Let it be, lascia correre.
Tutti pensavano che le tensioni all’interno del gruppo si sarebbero placate e che i Beatles si sarebbero riappacificati. 48 anni fa, invece, usciva l’ultima “fatica discografica” di John, Paul, George e Ringo.
In questo caso, il termine fatica discografica riassume perfettamente l’essenza di “Let It Be”: i Fab Four avevano già deciso di sciogliersi il precedente 10 aprile e i continui litigi e i cambi di produzione artistica non davano pace a questo ultimo capolavoro.
Insoddisfatti delle registrazioni dei pezzi, i Beatles consegnarono prima il materiale a Glyn Johns, ingegnere della EMI, che però non riuscì a soddisfare i ragazzi di Liverpool. Venne quindi scelto da John Lennon Phil Spector, conosciuto per il suo modo molto invasivo di produrre gli album: alcuni brani furono stravolti e riarrangiati con l’orchestra, cosa che fece infuriare McCartney.
Nonostante la tormentata genesi, l’album si può definire l’ennesimo successo: l’omonimo singolo “Let It Be” e “The Long And The Winding Road” raggiunsero le prime posizioni delle classifiche di tutto il mondiale.
Nel 2003 è stata pubblicata una versione remixata, secondo i gusti di Paul McCartney intitolata, “Let It Be… Naked”, contenente anche dei brani inediti.
