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Jean Michel Jarre pubblica “Oxygène 3”

Monte Carlo Nights ha presentato l'album in anteprima


All’inizio ci fu “Oxygène”, un album di avveniristico sound elettronico che nel 1977, sua data d’uscita, rivoluzionò il modo di fare musica e ispirò numerosi altri artisti in tutto il mondo. Quel disco multiplatino, oltre a tracciare nuove vie sonore, lanciò anche il giovane autore, Jean Michel Jarre, destinato a diventare uno dei talenti più originali del nostro tempo. Da allora quel progetto è diventato leggendario e ha generato un secondo volume, “Oxygène 7-13” (uscito a vent’anni di distanza dal primo). Per festeggiare adesso i 40 anni del concept Oxygène, Jean Michel Jarre pubblica il terzo volume, “Oxygène 3”, che comprende le parti 14-20.

Desiderio di contemporaneità

Un omaggio che nasce dal desiderio di dare contemporaneità a quest’idea musicale d’avanguardia, come racconta l’artista stesso: «Non amo molto gli anniversari... Ma due anni fa, mentre registravo “Electronica”, ho scritto un brano (oggi “Oxygène 19”) che mi ha fatto pensare a cosa sarebbe “Oxygène” se lo scrivessi oggi. Così mi sono dato il 40° anniversario del mio album di esordio come termine entro il quale provare a comporre questo nuovo capitolo in sole sei settimane (proprio come avevo fatto con il primo disco), probabilmente per evitare di pensarci troppo, di riflettere troppo sulle idee, e anche per registrare tutto in un’unica session.

Un affascinante viaggio sonoro

L’idea non era quella di copiare il primo album, quanto piuttosto di continuare a condurre gli ascoltatori in un viaggio dall’inizio alla fine del disco attraverso diversi capitoli interconnessi.

Ciò che all’epoca rese il primo “Oxygène” così particolare era probabilmente l’aspetto minimalista e la quasi totale assenza di batteria. Ho voluto mantenere questo approccio, creando il groove perlopiù con sequenze e la struttura delle melodie.

Quando realizzai il primo “Oxygène” all’epoca del vinile, avevo in mente una struttura divisa in due parti, il lato A e il lato B dell’album. Stavolta mi sono divertito a fare altrettanto: un lato più cupo e un lato più allegro. Per cui, a ben pensare, “Oxygène 3” ha effettivamente due lati...».

Un'immagine emblematica

Anche l’artwork del progetto è un omaggio alla copertina del primo “Oxygène” e alla sua tematica forte, che univa uomo e ambiente in un’unica immagine emblematica. Se nel 1977 un teschio emergeva frontalmente da uno squarcio del nostro pianeta, oggi l’angolazione è sghemba e il teschio si staglia di profilo. Autore della nuova copertina è sempre l’artista Michael Granger: «Quarant’anni fa scoprii l’universo visivo di Michel Granger», ricorda Jarre «e capii subito che si sposava bene con la musica che stavo componendo. Da allora la copertina del disco è diventata famosa: una sorta di monito ecologico, cupo e surreale, in grado di evocare lo spazio cosmico e il nostro spazio vitale. Per me questa immagine è ormai un tutt’uno con la musica. Volevo che il visual di “Oxygène 3” mantenesse lo stesso concept e quindi ho voluto rivisitare l’artwork originario di Michel Granger semplicemente guardando l’immagine da un’altra angolazione, che poi è esattamente l’approccio che ho utilizzato per creare questo nuovo capitolo della mia musica. Ho quindi chiesto a Michel di realizzare un modello 3D della sua creazione per cambiare l’angolo della visuale, e lui ha gentilmente accettato».

Jean Michel Jarre ha già dato il via al suo Electronica Tour, che toccherà i principali palazzetti europei.