Il 15 ottobre 1940 usciva al cinema “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin: 7 curiosità sul film

Sapevate che Hitler vietò la visione della pellicola e la mise al bando in tutti i territori occupati?

Oggi ricorre l’anniversario dell’uscita al cinema de “Il grande dittatore”, il celeberrimo film di Charlie Chaplin che fu un vero scossone per l’epoca. Era infatti il 15 ottobre 1940 quando la parodia del nazismo che sbeffeggiava pubblicamente Adolf Hitler fece la sua prima apparizione delle sale statunitensi riscuotendo un successo senza precedenti. Si tratta di un film cult, molto importante proprio per il momento storico in cui uscì e che ancora oggi viene visto come uno dei capolavori del cinema. Scritto, prodotto, diretto e interpretato dal genio di Charlie Chaplin, il film fu candidato a cinque premi Oscar ed è considerato tra le migliori commedie americane di sempre.

Per festeggiare al meglio l’anniversario de “Il grande dittatore” vi sveliamo 7 curiosità legate a questo film.


1. Il successo senza precedenti

Charlie Chaplin, oltre a un enorme successo di pubblico, ottenne anche numerosi dividendi visto che è stato lui stesso a finanziare per intero tutta la pellicola. Per lui è stato il film che al botteghino ha incassato di più.


2. La censura di Hitler

Come era facilmente pronosticabile Adolf Hitler vietò la visione del film in Germania e in tutti i territori occupati dai nazisti, divieto che è rimasto attivo fino al 1958. Pare comunque che Hitler vide il film di Chaplin per ben due volte, e il regista disse: «Darei qualsiasi cosa per sapere cosa ne pensasse.»


3. L’idea

Charlie Chaplin ebbe l’idea di girare un film-parodia su Hitler quando un suo caro amico, Alexander Korda, gli fece notare che lui stesso somigliava esteticamente al Führer. I due inoltre erano coetanei nati quasi lo stesso giorno (il 16 aprile 1889 Chaplin e il 20 aprile dello stesso anno Hitler) e avevano una corporatura molto simile. Così nacque la mitica caricatura.


4. La lingua tedesca

Chaplin decise che tutto ciò che aveva a che fare con la lingua tedesca parlata o scritta non aveva senso compiuto. Alcune delle scritte che si vedono nel film inoltre sono in esperanto.


5. La benedizione di Franklin Delano Roosevelt

Chaplin ebbe più di un dubbio sulla reale riuscita del film: gli studios cercarono più volte di scoraggiarlo dalla sua realizzazione ma si convinse quando il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt mandò una delegazione per sostenere la sua opera.


6. Lo studio del personaggio

Charlie Chaplin passò tantissimo tempo per scrivere la sceneggiatura e per perfezionare al meglio il suo personaggio. Trascorse ore e ore a studiare la parlata e la gestualità di Hitler perché voleva dare un’immagine diretta e inequivocabile della sua parodia.


7. Il pentimento

In una dichiarazione successiva all’uscita del film Chaplin disse che se avesse saputo le reali atrocità perpetrare dai nazisti non ne avrebbe fatto una parodia.

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