1 aprile 1984: scompare Marvin Gaye

Il 1 aprile del 1984 quando due fatidici colpi di pistola privavano il mondo del grande artista

Era il 1 aprile del 1984 quando due colpi di pistola spegnevano la vita di Marvin Gaye. A sparare era stato il padre dell'artista, severo predicatore della chiesa pentecostale, che non approvava la vita, ai suoi occhi dissoluta, del figlio.

Il mondo della musica perdeva così uno dei suoi più grandi talenti. Marvin Pentz Gay Junior (la "e" al cognome fu aggiunta per motivi artistici) era nato a Washington il 2 aprile del 1939 e aveva firmato grandi successi per la celebre etichetta Motown. Gli inizi della sua carriera erano stati segnati da grandi duetti, soprattutto con Tammi Terrell. Nella sua carriera da solista, Gaye aveva firmato hit che sono ormai punti fermi nella storia della musica, come "I Heard It Through The Grapevine", e soprattutto "What's Going On", una canzone e un album che rivoluzionavano completamente il modo di concepire il sound.

"What's Going On" era infatti un disco che chiudeva gli Anni Sessanta e si apriva alla turbolenze dei Settanta, mescolava soul, gospel, funky e raccontava con calore e partecipazione grandi temi sociali: l'ecologia, i bambini, la gioventù dei ghetti, il Vietnam. Con sonorità attualissime anche oggi.

Fama e successo non avevano però regalato a Gaye la serenità: tra divorzi difficili (Marvin aveva sposato in prime nozze Anna,  sorella del boss della Motown, Barry Gordy), problemi economici, dipendenza da sostanze stupefacenti, l'artista viveva segnato dalla depressione e dall'insicurezza. 

Rifugiatosi a vivere in casa della famiglia, aveva minacciato più volte di suicidarsi. Ma a porre fine alla sua vita era stato proprio il padre, alla fine di un litigio domestico. Secondo Little Richard, Gaye era ossessionato da premonizioni sul suo omicidio negli ultimi anni di vita.  

Molti sono stati gli omaggi a Marvin Gaye dopo la sua morte, da "Missing You" di Diana Ross a "My Dear Mr. Gaye" della cantante Motown, Teena Marie. Un intero album tributo fu poi "Inner City Blues: The Music of Marvin Gaye", al quale presero parte Madonna, Stevie Wonder, Speech (Arrested Development) e la figlia dell'artista, Nona.


 

 

  

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