Brian May dedica una canzone a Ultima Thule

Il celebre chitarrista dei Queen ha scritto “New Horizons”, un singolo che celebra il corpo celeste più lontano mai esplorato dall’uomo.

Vi presentiamo in anteprima “New Horizons”, il nuovo singolo di Brian May dedicato a Ultima Thule. Il chitarrista dei Queen, che è un astrofisico, ha voluto omaggiare la missione della Nasa che si è avvicinata al corpo celeste Ultima Thule, il più lontano mai esplorato dall’uomo.

Sul suo profilo Instagram May ha scritto: «Questa missione è sulla curiosità umana, il bisogno dell'umanità di esplorare».

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The Prize !! For those of us who waited with bated breath for the Ultimate Stereo of Ultima Thule ... here it is ! Well, maybe penultimate, because these are only the quick medium-resolution data. But it’s already a prize beyond anyone’s dreams. The very first stereo view of the most remote object ever seen by the human race begins to reveal its topography, as a flat picture never could. Ultima Thule is by far the oldest known and most unspoilt relic of the early solar system - that same solar system that was born so that you and I could be born ! This side-by side stereo is my adaptation of the work done by stereoscopic genius Paul Schenk - a core member of the New Horizons team - to whom all respects ! Visit his website for abundant AstroStereoscopic gems. My huge thanks to Alan Stern and the entire NH team for allowing me to hang out while they pulled off the space exploration scoop of the century. My tribute - the theme for New Horizons - is out there on the usual platforms. Onwards !! Bri. #newhorizons #nasa #ultimathule @chasingnewhorizons2018

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L’idea del brano è arrivata direttamente da Alan Stern, direttore del progetto, che ha contattato May chiedendogli di scrivere una canzone. «All'inizio avevo qualche riserva, pensavo che sarebbe stato difficile, perché non riuscivo a pensare cosa potesse fare rima con Ultima Thule» ha detto May, «ma poi ho iniziato a sentire nella mia testa la musica di un oggetto che cade nello spazio più velocemente di qualsiasi altra cosa prima». May è riuscito a trovare l’ispirazione concentrandosi non tanto sulla missione spaziale specifica quanto sul concetto di esplorazione e scoperta. E infatti, come ha concluso May, “New Horizons” «è diventata una canzone che è un inno alle imprese umane

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