I koala rischiano l’estinzione!

I koala rischiano l’estinzione!

L’Australian Koala Foundation ha affermato che i piccoli marsupiali sono “funzionalmente estinti”.

La notizia è di quelle che mai nessuno di noi vorrebbe leggere: i koala stanno per estinguersi! A riportarlo è l’associazione australiana che si occupa del loro mantenimento, l’Australian Koala Foundation, che ha dato quasi per spacciati i piccoli mammiferi. Le cause scatenanti sono diverse ma sicuramente i grandi cambiamenti climatici e la continua deforestazione dell’Australia hanno contribuito in maniera significativa alla messa a rischio dei marsupiali.  

Dai dati riportati dall’Australian Koala Foundation, sono rimasti solamente 80 mila esemplari di koala che però non riescono più a riprodursi o comunque a garantire una nuova generazione di mammiferi. La fondazione infatti utilizza il termine “funzionalmente estinti”: «Con questo termine vogliamo indicare che il numero dei koala attualmente in vita non è sufficiente per la loro salvaguardia» si legge in una nota dell’associazione. «Oggi i koala non svolgono un ruolo rilevante nell’ambiente ed inoltre non esistono più le condizioni per la loro riproduzione». D’altronde i koala sono degli animali solitamente “pigri”: i loro momenti di accoppiamento sono già estremamente rari e negli ultimi tempi la situazione è solo peggiorata.

Circa 100 anni fa, in Australia, si stimava la presenza di almeno 8 milioni di koala mentre ad oggi ne sono sopravvissuti meno dell’1%. L’uomo ha sicuramente fatto la sua parte - in negativo - con numerosi bracconieri che hanno sterminato intere comunità per avere le loro pellicce. Nel 2012 il WWF lanciò l’allarme sulla loro possibile estinzione ma allora nessuno prestò ascolto al tema.

Ma esiste ancora un modo per salvare i piccoli mammiferi? Deborah Tabart, la presidentessa dell’Australia Koala Foundation, è intervenuta sull’argomento: «Da anni stiamo chiedendo un aiuto ai governi ma rimandano sempre per impegni più urgenti. Bisognerebbe creare delle aree protette e tutelare i loro habitat, oltre a creare nuove foreste, ed il tutto andrebbe fatto il prima possibile» ha affermato preoccupata l’esperta.

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