Perché cuciniamo sempre di meno?

Perché cuciniamo sempre di meno?

Uno studio italiano sottolinea che abbiamo sempre meno tempo per mangiare e cucinare. Vi spieghiamo il perché.

La nostra cucina è invidiata da tutto il mondo e i nostri chef riempiono i ristoranti di ogni parte del mondo. Ma cosa succede in Italia? Secondo uno studio effettuato dalla Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, le persone passano meno tempo ai fornelli prestando però attenzione ad una corretta alimentazione. Secondo la ricerca il 97% degli intervistati è consapevole che una buona alimentazione è strettamente collegata alla salute ma c’è un dato preoccupante: oltre la metà della popolazione adulta è in sovrappeso, con un tasso di obesità dell’11% che coinvolge 5 milioni di persone.

Per uno stile alimentare sano, la verdura è uno dei cibi più salutari ma solo una persona su due ne mangia una porzione al giorno. Il sale viene  utilizzato sempre meno visto che è fortemente sconsigliato in molte diete. Le tendenze vegane e vegetariane non hanno fermato il consumo di carni rosse, bianche e pesce mentre pane e pasta, simboli della nostra cucina, hanno subito una forte flessione, così come il latte.

Un dato preoccupante è che sempre molte persone hanno poco tempo per cucinare: solo il 32,7% degli intervistati ha dichiarato di preparare il pranzo tutti i giorni, mentre per la cena si sale al 53%. Rispetto a 20 anni fa, ci sono 3 milioni di persone che saltano il pranzo mentre la durata media di un pasto è di 30 minuti.

Se il tempo per cucinare e mangiare diminuisce, aumentano invece le piattaforme del food delivery con una grande diffusione al nord, soprattutto in Lombardia. In media 1 italiano su 3 ha ordinato almeno una volta il pranzo o la cena tramite le varie piattaforme web. I cibi più ordinati nel 2018 sono stati gli hamburger insieme alle patatine fritte, pizza, sushi, ravioli asiatici e i Poke Bowl, ciotole di pesce crudo.

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