La battaglia delle taglie 46

Moda & Lifestyle

La battaglia delle taglie 46

Da diverso tempo, ormai, è stata sdoganata la battaglia contro i fisici eccessivamente magri che vediamo sulle passerelle.

Non si tratta solo di fisici spesso ai limiti dell’anoressia, ma sono anche del tutto incoerenti con quella che è la realtà delle acquirenti che poi andranno a comprare quegli abiti nei negozi.

Kate Sturino, trentaquattrenne newyorkese, blogger e modella curvy, ha recentemente aperto un blog – The12ishStyle.com –  nel quale affronta il problema della moda per le ragazze un po’ in carne. E lo fa partendo proprio dalla materia prima, criticando come gli abiti per le taglie morbide sembrino fatti con materiali più scadenti, quasi a voler distinguere tra una clientela magra di serie A e una formosa di serie B.

Kate stessa è una ragazza con le forme, indossa infatti una taglia 12, che in America corrisponde alla nostra 46, e quindi conosce bene quali siano i problemi che si possono incontrare in un pomeriggio di shopping: «Fare shopping con gli amici è generalmente un momento di svago. Almeno per loro. Perché possono entrare in qualsiasi negozio e scegliere tra centinaia di abiti e outfit. Per me invece, lo shopping si rivela come un momento in cui si riflette maggiormente su ciò che non funziona nel mio lato estetico, e non è piacevole».  

Kate è diventata velocemente un fenomeno del web, pubblicando con orgoglio le foto dei suoi outfit, per nulla intimidita dalle sue forme abbondanti: «Ho deciso di raccontare la moda di e per noi curvy con abiti realistici, di quelli anche low cost, che tutte possono comprarsi».

Nel suo blog, infatti, è anche prodiga di consigli per le sue lettrici, in modo da suggerire alle donne curvy quali abiti possono valorizzare al meglio un fisico formoso: «Evitate di indossare abiti o gonne dall’eccessivo volume sui fianchi. Nessuna di noi vorrebbe vedersi più rotonda in quella zona. D’estate (ma anche d’inverno) semaforo verde per i kaftani e i maxi abiti. Ma non abbiate paura a osare con qualcosa di stretto».

L’essere “social” è di casa nella famiglia di Kate, è infatti sposata col celebre fenomeno della rete Josh Ostrovsky, meglio conosciuto come “The Fat Jewish”, seguito da ben 7 milioni e mezzo di followers.

Lo stesso Josh, con i suoi 113 chili, sostiene fortemente l’opera di sensibilizzazione svolta dalla moglie, la quale afferma che: «Dopo aver parlato con la gente ho capito che ci sono tante persone che hanno la mia taglia e mi sono resa conto che volevo iniziare qualcosa dedicato a loro. Secondo una ricerca che io stessa ho condotto, la maggior parte delle donne americane ha una taglia che oscilla tra la 12 e la 14. Mio marito in questo mi sostiene dicendomi di essere me stessa, esattamente come sta facendo lui».  

Questo è proprio il punto fondamentale sul quale è fondamentale fermarsi a riflettere: l’importante è sentirsi bene con se stessi e accettare il proprio fisico con i suoi difetti, senza dimenticare di valorizzare i pregi. Non necessariamente la bellezza si trova in un corpo magro, tantomeno in quelli deperiti della maggior parte delle modelle che si vedono sfilare in passerella. Se non si esagera con l’eccessiva magrezza e la troppa “ciccia”, ma si ha un corpo sano, anche con qualche chilo in più ma che non danneggi la salute, allora bisogna saper puntare sui propri punti forti, senza farsi scoraggiare dal bombardamento dei media. È anche ora che la moda lo capisca e inizi ad adeguarsi.

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