Ceffoni e sculacciate per educare: cosa ne pensano gli psicologi?

Ceffoni e sculacciate per educare: cosa ne pensano gli psicologi?

La punizione fisica è vietata in 35 paesi al mondo. Eppure un quarto degli italiani ritiene possa essere educativa. Secondo gli esperti è dannosa e inefficace

Essere genitori non è cosa semplice, specie quando si tratta di intervenire se i bambini combinano qualche marachella. Alcuni genitori ricorrono alla punizione fisica, dalla sculacciata al ceffone, ma è una strategia efficace o, al contrario, come ritengono molti altri, risulta essere dannosa?

Vediamo cosa ne pensano gli psicologi a tal proposito. Secondo autorevoli società che si occupano di psicologia e pediatria, come l’Australian Psychological Society, la Canadian Pediatric Society e l’American Academy of Pediatrics, la punizione fisica, anche la sculacciata, è da ritenersi assolutamente dannosa per i bambini perché incide negativamente sul loro sviluppo neurologico, cognitivo ed anche emotivo e sociale. E peraltro non fa ottenere neppure i risultati sperati. Ci si aspetterebbe infatti che i bambini puniti fisicamente siano i più tranquilli, invece risultano essere i più discoli, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Pediatric Psychology.

Insomma, niente va a favore delle punizioni fisiche: non sono efficaci e sono pure dannose. E la legge cosa dice a tal proposito? In Italia le punizioni fisiche sono vietate espressamente nell’ordinamento penitenziario solo in ambito scolastico, ma non vi è riferimento all’ambito familiare, come invece accade in altri 32 paesi del mondo. L’Unesco suggerisce che vengano proibite in tutti gli ambiti e in tutti i paesi del mondo.

Altre associazioni si attivano per sensibilizzare la popolazione su questo tema: Save The Children nel 2012 ha lanciato la campagna “A mani ferme – Per dire no alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini”, all’interno di un progetto finanziato dalla Commissione Europea "Educate, do not Punish". Nell’ambito della campagna sono stati anche diffusi i risultati di un’indagine statistica da cui è emerso, purtroppo, che ben un quarto dei genitori italiani dà alla sculacciata una valenza educativa. A ricorrere poi, allo schiaffo, quasi tutti i giorni è il 5% degli intervistati, mentre il 22% dichiara di farlo qualche volta al mese.

Come bisognerebbe comportarsi invece? Gli esperti consigliano di commisurare la punizione all’età del bambino e alla gravità della marachella, senza comunque mai ricorrere alla punizione fisica. Inoltre i rimproveri devono avvenire nel privato, per non mortificare il piccolo andando ad incidere sulle relazioni sociali. Il dialogo risulta essere importante: bisogna sempre spiegare ai propri figli dove hanno sbagliato, dando loro la possibilità di scusarsi e di sentirsi perdonati qualora abbiamo capito l’errore. La punizione fisica, abbiamo chiarito, non è mai ammissibile.

 

 

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