Rifiuti addio: scoperta larva che mangia la plastica

Rifiuti addio: scoperta larva che mangia la plastica

In dodici ore le larve riescono a far sparire 92 milligrammi di plastica. La scoperta è di una scienziata italiana

Quello del riciclo dei materiali è un tema molto importante in ottica di sostenibilità ambientale. Le scoperte nel settore sono moltissime e la ricerca fa passi da gigante. La plastica è uno dei materiali adatti ad essere riciclati, ma risulta essere molto inquinante e i tempi di smaltimento sono piuttosto lunghi. Consideriamo, ad esempio, il polietilene, con cui vengono realizzati gli imballaggi e che costituisce il 40% dei materiali plastici a livello europeo: ogni anno si consuma circa un trilione di sacchetti di plastica con conseguenti effetti dannosi per l’ambiente.

Una recente scoperta, però, potrebbe mettere in campo nuove possibilità che consentirebbero di dire addio al riciclo per lasciare spazio ad uno smaltimento più naturale. Si tratta di una larva che mangia i sacchetti di plastica. La scoperta è stata quasi casuale. La scienziata italiana Federica Bertocchini, dell’Istituto di Biomedicina e Biotecnologia di Cantabria, in Spagna, stava infatti pulendo le larve che si trovavano all’interno di un alveare e che vivevano come parassite della cera. Per effettuare questa operazione la ricercatrice ha posto temporaneamente gli animaletti all’interno di un sacchetto di plastica finché non ha notato che questo era forato in più punti.

Da qui l’idea di verificare il fenomeno: la Bertocchini ha messo oltre un centinaio di larve in un sacchetto di plastica per valutare i tempi con cui gli animaletti foravano la busta. Dopo 40 minuti dall’inizio dell’esperimento nella plastica sono apparsi i primi fori.

Il test si è protratto per 12 ore, in questo intervallo di tempo le larve sono riuscite a divorare 92 milligrammi di plastica. Qualcosa di simile era stato già notato con dei batteri che però non mantenevano ritmi così sostenuti nel consumare la plastica. In un giorno i batteri avevano fatto sparire, infatti, solo 0,13 milligrammi al giorno.  

La scoperta delle larve che mangiano la plastica potrebbe essere davvero di notevole importanza. Come spiega l’autore dello studio pubblicato poi su Current Biology, Paolo Bombelli, dell’Università di Cambridge «se un solo enzima è stato responsabile di questo processo chimico, la sua riproduzione in grande scala con metodi biotecnologici potrà essere possibile».

 

 

Now on air