Cuccioli di orsi polari in pericolo, il latte materno è alterato a causa dell'inquinamento ambientale

Cuccioli di orsi polari in pericolo, il latte materno è alterato a causa dell'inquinamento ambientale

La colpa sarebbe di alcune sostanze inquinanti chiamate “Pop”, che rimangono nel latte materno mettendo a rischio la salute dei più piccoli.

Si chiamano “Persistent Organic Pollutants”, in gergo “Pop”, e sono il nuovo pericolo per i cuccioli di orso polare. Si tratta infatti di sostanze inquinanti particolarmente resistenti che vanno ad accumularsi nei grassi degli orsi, particolare che rende il latte materno, ricco appunto di grassi, potenzialmente nocivo per i più piccoli. Le “Pop”, sostanze chimiche tossiche, sono molto resistenti alla degradazione e rimangono nell'ambiente per interi decenni, la loro presenza nel latte materno è un grave pericolo per il sistema endocrino dei cuccioli di orso polare.

La ricerca è stata condotta dagli esperti dell'Università Bicocca di Milano e pubblicata sulla rivista di settore “Environmental Toxicology and Chemistry”. La sua innovazione sta nel fatto che i ricercatori hanno valutato il rischio complessivo rappresentato dalle varie sostanze inquinanti, vecchie e nuove, catalogando quelle più tossiche. Secondo lo studio, nonostante l'inquinamento globale sia diminuito grazie alle limitazioni imposte dalla Convenzione di Stoccolma del 2004, vi sono ancora molte sostanze tossiche, le “Pop” appunto, che rappresentano un grande rischio per la salute dei cuccioli di orso polare e che non sono inserite nella Convenzione. Tra queste ve ne sarebbero 12 in particolare che sono altamente nocive sia per l'ambiente che per la salute umana: si tratta di clordano, dicloro difenil tricloroetano (DDT), aldrin, dieldrin, endrin, mirex, eptacloro, toxafene, esaclorofene e tre gruppi di composti, policlorodibenzofurani (PCFD), policlorobifenili (PCB) e policlorodibenzodiossine (diossina).

Come ha affermato Marco Vighi, uno dei docenti dell'Università Bicocca, i risultati “dimostrano che le misure di controllo internazionali sono efficaci nel ridurre il rischio per gli ecosistemi, tuttavia è fondamentale estendere l'applicazione della Convenzione di Stoccolma ai “Pop” esistenti non ancora controllati e ai nuovi contaminanti di recente o futura produzione”.

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