La lettera aperta di Frank Sinatra a George Michael. Un monito per tutti a spiccare il volo

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La lettera aperta di Frank Sinatra a George Michael. Un monito per tutti a spiccare il volo

"Spolvera le tue ali e vola fino alla luna".

Frank Sinatra rispose con molta franchezza e preziosi consigli al giovane George Michael quando, nel 1990, si lamentò della sua fama.
Nel corso di un'intervista per la rivista "Calendar" del Los Angeles Times, l'artista allora 27enne, schiacciato dal peso delle aspettative del pubblico riguardo l'uscita del suo secondo album "Listen Without Prejudice Vol. 1.", rispose alle critiche mosse da quanti vedevano la sua volontà di stare lontano dai riflettori solo come un espediente. 
"Sono anche sicuro che la maggior parte delle persone trova difficile credere che la celebrità può renderti infelice. Dopo tutto, tutti vogliono essere una star. L'ho fatto anche io e ho lavorato duro per ottenerlo. Ma ero infelice, e non voglio mai più sentirmi in questo modo".
Ad una settimana di distanza da quell'intervista, comparve sulla stessa rivista una lettera aperta firmata da Frank Sinatra, indirizzata ai lettori, ma in primo luogo proprio a George Michael.
Sinatra, che certamente sapeva più di qualcosa a proposito del successo e delle difficoltà che comporta, scrisse queste parole:

"9 settembre, 1990.

Cari Amici,
Quando ho visto la vostra copertina del "Calendar" di oggi di George Michael, "la star riluttante", la prima reazione che mi ha suscitato è stata che dovrebbe ringraziare il buon Dio ogni mattina quando si sveglia per avere tutto ciò che ha. E con questo saremmo in due a ringraziare Dio ogni mattina per tutto quello che abbiamo.

Non capisco un ragazzo che vive "nella speranza di ridurre la pressione della sua celebrità". Ecco un bambino che "volevo essere una pop star da quando avevo circa 7 anni". E ora che è un performer e un autore incredibile lascerebbe quello per cui tonnellate di giovani talentuosi in tutto il mondo sarebbero disposti ad uccidere la propria nonna - solo un'incrinatura in quello di cui si lamenta.

Forza, George, rilassati. Tieni il ritmo, ragazzo. Ripulisci le tue sottili ali dalla polvere e spicca il volo verso la vetta della tua scelta e sii grato di portare il bagaglio che tutti noi abbiamo dovuto portare da quelle magre notti in cui si dormiva sui pullman e si aiutava il conducente a scaricare gli strumenti.

E non parlare più della "tragedia del successo". La tragedia del successo è quando non si presenta nessuno e stai cantando per la donna delle pulizie in qualche bettola vuota che non vede un cliente pagante dal giorno di San Swithin.
E tu non sei per niente da quelle parti; tu sei il capobranco in cima ad un'alta scala chiamata Celebrità, che in altre parole significa grazie-ai-fan che erano lì quando non c'era nessun altro.

Il talento non deve essere sprecato. Coloro che ce l'hanno - e tu ovviamente ce l'hai o la copertina di Calendar di oggi sarebbe stata su Rudy Vallee - coloro che hanno talento devono abbracciarlo, stringerlo, nutrirlo e condividerlo per paura che gli venga portato via con la stessa velocità alla quale gli è stato dato prestato.

Fidati di me. Ci sono passato.

Frank Sinatra."

George Michael deve aver preso a cuore questi consigli. Nonostante il secondo album non vendette tanto quanto il primo infatti, l'artista perseverò anche contro le controversie legali e personali, raggiungendo una decennale carriera.

R.I.P., George Michael.

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