E se i messaggi vocali inibissero la capacità di scrittura dei ragazzi?

E se i messaggi vocali inibissero la capacità di scrittura dei ragazzi?

Come i messaggi vocali influiscono nel nostro modo di comunicare? Possono davvero inibire la capacità di scrittura? Ecco i pareri degli esperti.

Da quando Whatsapp ha dato la possibilità di inviare messaggi vocali, il modo di comunicare è leggermente cambiato. Ma quali sono i pro e i contro della messaggistica vocale? Può questo modo di comunicare influire sulle nostre capacità di scrittura?  

Vediamo i pareri degli esperti a riguardo. Secondo Philippe Wampfler, insegnante esperto di social media, inviare registrazioni è ritenuto più pratico: “Molti lo trovano più comodo perché è più rapido” ed al tempo stesso, rispetto ad una telefonata, le registrazioni permettono di essere ascoltate in un momento successivo. Gli utenti, quindi «vogliono dare al loro interlocutore la possibilità di ascoltare il messaggio quando può»

Rispetto ai messaggi scritti, invece, le registrazioni vocali hanno il vantaggio di ridurre le possibilità di essere fraintesi, perché il tono di voce aiuta ad esprimersi al meglio: «i giovani li usano volentieri anche quando devono parlare di emozioni, come nelle amicizie e nelle relazioni: in quell’ambito, infatti, un messaggio di testo può essere frainteso». Inoltre «evitano di doversi sentire in imbarazzo per degli errori», cosa che ormai è molto frequente nei messaggi di testo.

Ma ci sono anche dei contro. Delucidazioni a riguardo vengono da Manuel P. Nappo, direttore del “Center for digital business” della Scuola universitaria di Economia di Zurigo (Hwz). Innanzitutto, molti utenti dichiarano di odiare i messaggi vocali perché devono interrompere le loro attività, ad esempio l’ascolto della musica, per poter ascoltare invece la registrazione. Insomma, i messaggi vocali sono, da questo punto di vista, un po’ meno invadenti di una telefonata, ma un po’ più di un messaggio di testo.

Un altro rischio dal quale l’esperto mette in guardia è quello di essere derisi se una registrazione, durante la quale si confidano emozioni personali, venisse diffusa.

C’è poi chi ritiene che mandare troppe registrazioni riduce la nostra capacità di scrittura, ma Karina Frick, linguista dei media e co-autrice di “Schreiben Digital” rassicura ritenendo che «nemmeno quando scriviamo nel tempo libero, scriviamo in maniera scolastica». Al contrario, secondo l’esperta, le registrazioni avrebbero addirittura un effetto educativo: «per fare in modo che la gente li ascolti volentieri, i giovani devono renderli piacevoli ed espressivi». Un esercizio questo che gioverebbe anche alle prestazioni scolastiche.

foto da xantarmob.altervista.org

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