Perché si arrossisce?

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Perché si arrossisce?

Una reazione istintiva ma spesso scomoda, a cosa è dovuta?

La timidezza è un tratto della personalità che può manifestarsi in diversi modi, tuttavia la si può anche individuare concretamente sul volto dell'interlocutore.

Arrossire è una conseguenza involontaria e pertanto non la si può controllare.

Questa reazione non si manifesta solo per timidezza, però, ma anche in altre occasioni, ad esempio quando ci si arrabbia o si prova vergogna.

Il punto cruciale è che questa reazione capita il più delle volte quando vorremmo passare inosservati.

Purtroppo, nonostante gli sforzi mentali per mantenere la calma, sembra non essere fisiologicamente possibile evitare di arrossire in una particolare situazione.

In pochi secondi, l’adrenalina fa allargare i capillari che trasportano il sangue alla pelle.

Gli scienziati che hanno provato a spiegare questo fenomeno sono giunti all'individuazione di un paradosso: mentre si vorrebbe letteralmente sparire durante una situazione di imbarazzo, si finisce per rendere di dominio pubblico il proprio stato d’animo. 

Insomma, un meccanismo cosiddetto attacco o fuga.

Quando il rossore diventa però un aspetto preponderante della propria vita, può anche diventare un problema.

Potrebbe innescarsi nella mente di chi arrossisce spesso la paura stessa di arrossire, una fobia definita dagli psicologi eritrofobia.

Se vi riconoscete in queste caratteristiche, non disperate!

Secondo gli specialisti, chi arrossisce facilmente è anche tra gli individui più piacevoli per instaurare rapporti intimi e amicali.

Uno studio condotto dalla California University dimostra che, chi diventa spesso paonazzo, è una persona per definizione generosa.

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