Perché è normale che alcune donne  non vogliano figli

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Perché è normale che alcune donne non vogliano figli

Col passare degli anni è sempre più normale che alcune donne non vogliano figli. Scopriamo perché questa scelta è non solo legittima, ma anche normale

C’è stato un tempo in cui una donna, per sentirsi ed essere considerata di valore, doveva avere figli, sani e possibilmente maschi. Ma decisamente ce lo siamo lasciati alle spalle.

Erano solo gli anni ’30 quando Simone de Beauvoir scandalizzò il suo pubblico affermando che ci sono altri modi in cui una donna può sentirsi realizzata, modi diversi da generare una prole numerosa. Oggi, per fortuna, la scelta di non avere figli è considerata normale, non viene applaudita come ribelle né stigmatizzata come una colpa.

Certo, questa scelta è incoraggiata anche da problemi sociali ed economici, da una scolarizzazione più elevata, da un’entrata tardiva nel mondo del lavoro e dall’instabilità di coppia; in quest’ottica, non avere figli sembra una scelta più che comprensibile. Ma non per questo non merita qualche riflessione. Infatti, se anche culturalmente per l’uomo è considerato più “normale” non volere bambini, le donne sono sempre state più propense alla maternità. Perché quindi ora scelgono di non avere figli? E soprattutto, perché è una scelta del tutto normale?

Partiamo da un presupposto non scontato: non è vero che ogni donna nasce con l’istinto materno nel DNA. Decidere di avere dei bambini, se non si fa per egoismo, è un atto che prevede di volersi far carico di una grossa responsabilità. Significa scegliere di custodire, proteggere, crescere ed educare un altro essere umano. Un figlio non è una bambola e non è di proprietà di nessuno, crescerlo significa insegnargli come diventare adulto. È un essere vivente che abbiamo creato noi, ma che deve essere autonomo e trovare il proprio posto nel mondo e il proprio modo di esistere. Non a caso si dice che il mestiere del genitore è il più gratificante, ma anche il più difficile che esista; bisogna essere pronti a una responsabilità del genere.

Alcune donne inoltre hanno altre priorità: realizzarsi nel lavoro che amano e riuscire a far carriera ad esempio. Non è giusto condannarle per questa volontà.

Molte ragazze poi non amano i bambini, non sanno come comportarsi con loro e temono di perdere la propria indipendenza, oltre a perdere la linea corporea in seguito alla gravidanza.

Per non parlare di chi ha avuto esperienza drammatiche e dolorose, per colpa delle quali non si sente in grado di essere un buon genitore.

Per tutte queste ragioni e molte altre non esiste una scelta giusta e non ne esiste una sbagliata, non in linea di principio. Dipende tutto dalla risposta a una domanda: sarei felice con un bambino?

Ovviamente, l’imprevisto può sempre capitare.

Quando alcune donne che non volevano assolutamente dei figli scoprono di aspettarne uno, può capitare anche che si scoprano delle ottime mamme; o anche che si incontri l’uomo giusto e si scopra di veramente un bambino.

Le variabili sono talmente tante che non esiste una ricetta per prendere la decisione giusta, dipende tutto da quel che si sente. Quel che è davvero importante è non essere mai egoisti, e mettere un bambino al mondo solo nel momento in cui lo si vuole davvero, non perché i genitori, gli amici o la società mettono pressione perché succeda.

Meglio ammettere di non volere bambini e rischiare le critiche di chi non comprende, che metterne al mondo e mettere a rischio la propria e la loro felicità.

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