Job crafting: come amare il tuo lavoro

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Le 3 regole del Job crafting

Come amare il lavoro che fai (anche se non ti piace)

Il termine Job Crafting è stato coniato nel 2001 da due psicologhe - Amy Wrzesniewski e Jane E. Dutton - nel tentativo di descrivere una magia possibile: quella di trasformare il lavoro che hai nel lavoro che ami (anche detto: se non puoi fare il lavoro che ami, almeno prova ad amare il lavoro che fai). Se il lavoro che fai non ti piace ma la prospettiva di lasciarlo ti sembra ancora troppo lontana, queste tre semplici regole potrebbero cambiarti la vita.

1. Task crafting: riconsidera le cose che fai.

Ci sono cose che vorresti fare o, al contrario, cose che vorresti proprio non fare? Un job crafter si guadagna la libertà di scegliere, magari dopo un certo periodo in cui ha dimostrato di essere eccellente nel proprio lavoro. I ricercatori riconoscono che questo aspetto del job crafting potrebbe non essere adatto a tutti i mestieri: se per esempio fai il commesso e detesti stare alla cassa, non puoi semplicemente rifiutarti di farlo. Eppure, nella maggior parte dei casi, hai molta più libertà di movimento di quanto tu stesso non creda. Forse non puoi smettere del tutto di fare qualcosa, ma magari puoi cambiare il modo in cui lo fai.

2. Relation crafting: riconsidera i tuoi colleghi.

In un momento in cui si parla sempre più spesso di intelligenza relazionale, non stupisce che il rapporto con i colleghi sia considerato determinante per il benessere sul posto di lavoro. Anche in questo caso, al centro c'è una scelta: passare più tempo con le persone che ti piacciono e meno tempo con quelle che non ti vanno a genio. Addirittura, studi in corso stanno cercando di dimostrare gli effetti benefici di un quotidiano aperitivo tra colleghi.

3. Cognitive crafting: riconsidera il modo in cui pensi al lavoro.

Darci un'etichetta, descrivere il nostro lavoro. Lo facciamo di continuo. Per questo è importante raccontarsi la storia giusta. Quando è stato chiesto agli addetti alle pulizie di un ospedale che lavoro facessero, alcuni di loro hanno dato risposte sorprendenti. Uno, per esempio, si è definito healer, "guaritore". Forse proprio perché aveva imparato a interpretare il proprio lavoro dedicandosi maggiormente al rapporto coi pazienti.

In altri termini, fare job crafting significa cercare di allineare le proprie inclinazioni e passioni alle richieste lavorative. Se è vero, per citare un illustre filosofo, che "la felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa", allora basta poco - veramente poco - per cambiare molto. Moltissimo.

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