La morte di WhatsApp

La morte di WhatsApp

Zuckerberg avrebbe annunciato il 12 aprile la fine di WhatsApp; verrà rimpiazzato da Messenger Bot

WhatsApp è morto, anche se ancora non ce ne siamo accorti. L’avrebbe annunciato Mark Zuckerberg, il leader di Facebook, al discorso d’apertura dell’F8, la conferenza annuale di Facebook che stabilisce le linee guida per il futuro dell’industria digitale. Sembra che Zuckerberg, nel discorso tenuto lo scorso 12 aprile, abbia usato molta retorica, per citare una frase fra tante “ci vuole coraggio per scegliere la speranza anziché la paura”: Ha poi concluso dicendo che lo scopo di Facebook è connettere le persone e il futuro sarà fatto di realtà virtuale e intelligenza artificiale.

Zuckerberg però non ha solo annunciato la fine di WhatsApp; ha subito detto infatti che verranno introdotti i Messenger Bots. I Bots dovrebbero velocizzare il rapporto tra consumatori e aziende. L’utente potrà inoltrare attraverso Facebook una richiesta a un’azienda e il Bot risponderà automaticamente in pochi secondi. Sarà anche possibile riservare un tavolo al ristorante senza utilizzare l’applicazione del locale, o chiamare un Uber direttamente da Messenger.

Gli utenti ci guadagnano, perché così possono fare diverse azioni aprendo una sola App. Ci guadagnano le aziende, che così aprono un ponte diretto coi consumatori. Ma naturalmente anche Facebook ha da guadagnare dall’introduzione di Messenger; si progetta di introdurre anche un metodo di pagamento sicuro online, e Facebook diventerà così il punto d’intersezione fra domanda e offerta più trafficato mai immaginato prima. Nessuno uscirà più dal recinto di Facebook, basterà aprire la sola App del social per svolgere anche dieci azioni, l’ideale per l’utente pigro e frettoloso. WhatsApp non consente di fare tutto questo, e resta automaticamente fuori dai giochi.

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