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Jordan Trail

Un cammino attraverso le bellezze naturalistiche di un territorio incontaminato, ma anche un percorso spirituale alla ricerca dei propri limiti.

Il Jordan Trail é un percorso di 600 km da fare a piedi o in bici, che porta dal confine nord della Giordania fino al Mar Rosso, ad Akaba. Lo ha realizzato un'associazione di appassionati di trekking e outdoor che ha studiato, definito ed infine inserito tutte le indicazioni sul tracciato a partire dal 2015.

Ho seguito il Jordan Trail nel tratto tra Petra e Wadi Rum: in tutto 6 tappe giornaliere per un totale di un centinaio di km che non spaventano un vero sportivo... ma io non lo sono! Il primo giorno ho camminato per 22 km e il tempo stimato era 7/9 ore. Ne ho impiegate 11! Ma sono arrivato al campo base senza bisogno di essere messo su Zorro, il mulo tutto nero che ci seguiva come supporto.  

Se ce l'ho fatta io, ce la può fare chiunque a fare una settimana di cammino. Basta avere un po' di allenamento a marciare a passo veloce, non solo nel fare passeggiate di salute; e poi serve un equipaggiamento adeguato e un minimo di esperienza di campeggio perché si dorme in tenda. La doccia è un angolino tra le rocce dove ti versi addosso l'acqua da un bidone che è stato al sole ed è caldissima! La toilette... lo stesso, tra le rocce.  

Il viaggio camminando per le wadi, le vallate create dall'erosione del vento e delle piogge che per la maggior parte dell'anno sono letti di torrenti in secca, non è solo un viaggio di spostamento. E' un percorso spirituale, alla ricerca di sé stessi e dei propri limiti che sono molto più ampi di quanto ci aspettassimo.  

In Giordania piove solo d'inverno durante 2 mesi e le wadi si riempiono di acqua che arriva dalle montagne intorno. Acqua e vento hanno scavato canyon profondi mettendo a nudo le venature delle rocce. E così nella stagione autunnale si cammina sulla sabbia tra pareti di granito rosso, basalto nero o di arenaria, una meraviglia di sfumature di colori diversi.

Il punto finale della mia parte di Jordan Trail è l'arco di roccia che sta nei pressi della Lawrence Cave, la tomba nabatea scavata nell'arenaria che servì di base alla spia britannica Lawrence d'Arabia, alla quale sono arrivato conducendo un cammello. Per 10 euro ho avuto in prestito Ferrari, un esemplare di 5 anni che si distingue per la sua pigrizia nel camminare. E quindi ecco il perché del nomignolo. Io ho affrontato la Giordania delle wadi; da lì fino ad Aquaba, sul mar Rosso, il percorso è più pianeggiante ma si cammina in un deserto di sabbia senza ombra. Un percorso che ricorda il pianeta Marte, non per nulla hanno girato le scene del film the Martian con Matt Damon nei panni di un astronauta sopravvissuto a una catastrofe sul pianeta rosso. Un ultimo sforzo per realizzare la foto che suggella l'impresa, all'interno dell'Arco di Roccia. E se ce l'ho fatta io, ce la potete fare anche voi.

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